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The Wolf Man

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The Wolf Man

The Wolf Man
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Anno: 1941
Durata: 70 min
Genere: drammatico, fantastico, orrore
Regia: George Waggner
Fotografia: Joseph A. Valentine
Montaggio: Ted J. Kent
Musiche: Charles Previn, Hans J. Salter, Frank Skinner
Trucco: Jack Pierce
Attori: Lon Chaney Jr, Claude Rains, Warren William, Ralph Bellamy, Maria Ouspenskaya, Bela Lugosi, Patric Knowles, Evelyn Ankers, J.M. Kerrigan, Fay Helm, Doris Lloyd

Trama

The Wolf Man narra la vicenda di Larry Talbot, figlio di un aristocratico gallese, che fa ritorno a Llanelli dagli Stati Uniti in seguito alla misteriosa morte del fratello maggiore. Al suo arrivo, Larry si riunisce al padre e si imbatte in Gwen Conliffe, una donna affascinante del villaggio limitrofo che gestisce un negozio di oggetti d’antiquariato. Nel tentativo di avvicinarsi a Gwen, Larry acquista un bastone da passeggio adornato con la testa di un lupo d’argento. La donna spiega che il simbolo rappresenta un licantropo, una creatura leggendaria in grado di trasformarsi da umano a lupo.

In seguito, durante la notte, Larry cerca di salvare Jenny, un’amica di Gwen, da un attacco di un lupo. Pur uccidendo la bestia con il suo nuovo bastone, Larry rimane ferito. Un’anziana chiaroveggente di nome Maleva svela a Larry che il lupo che l’ha morso era in realtà Bela, figlio di Maleva, trasformato. Gli comunica che anche Larry si trasformerà in un licantropo a causa del morso e gli spiega che l’unico modo di uccidere un lupo mannaro è utilizzare l’argento.

Durante la successiva luna piena, Larry subisce la trasformazione in un lupo mannaro e provoca diverse vittime nel villaggio. Al risveglio, Larry ricorda l’accaduto, afflitto da orrore e rimorso. Nella notte successiva di luna piena, Larry chiede al padre di legarlo per evitare ulteriori tragedie, ma una volta trasformato riesce a liberarsi e attacca Gwen. Consapevole del pericolo che il figlio rappresenta per gli innocenti il padre, con riluttanza, lo uccide colpendolo alla testa con il bastone d’argento. Padre e Gwen assistono al passaggio finale del corpo del licantropo, che ritorna al suo stato umano di defunto Larry.

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Curiosità

Le riprese del film si svolsero nel periodo compreso tra il 27 ottobre e il 25 novembre 1941.

L’idea di realizzare un film sui licantropi era già emersa tra gli esecutivi della Universal nel 1935, quando fu prodotto “Il segreto del Tibet” (Werewolf of London). Nonostante il notevole trucco creato da Jack Pierce, che conferiva all’uomo lupo un aspetto più felino, questa prima interpretazione non ottenne un grande successo di pubblico.

La svolta avvenne nel 1941, quando lo sceneggiatore ebreo Curt Siodmak, fuggito dalla Germania nazista e giunto a Hollywood, concepì una nuova sceneggiatura per il personaggio dell’uomo lupo. Questa nuova versione fu arricchita da riferimenti alla religione ebraica, come la presenza della stella a cinque punte sulle mani delle vittime del licantropo. Siodmak scrisse anche la celebre poesia: “Anche l’uomo che ha un cuore puro e recita le sue preghiere di notte può trasformarsi in lupo quando fiorisce l’aconito e la luna autunnale è luminosa“. Questa versione del film, grazie al magnifico trucco ideato da Jack Pierce e alle suggestive musiche tritonali (il tritono era associato al Medioevo e alla figura di Satana), divenne una pietra miliare del cinema horror. Nel corso degli anni è stata citata e omaggiata in diverse opere, tra cui “Un lupo mannaro americano a Londra” di John Landis, “L’ululato” di Joe Dante e “Scuola di mostri” di Fred Dekker.

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Sequel

L’interpretazione di Lon Chaney Jr. nel ruolo dell’uomo lupo ottenne un notevole successo, portando l’attore a riprendere la parte in altri quattro film prodotti dalla Universal. Tuttavia, a differenza di altri “mostri” dell’epoca, il personaggio di Larry Talbot non ebbe mai un sequel completamente dedicato a lui. In “Frankenstein contro l’uomo lupo” (1943), la tomba di Talbot viene profanata durante una notte di luna piena, riportandolo in vita e trasformandolo tecnicamente in un “non morto” nei film successivi. La luna piena, non menzionata nel primo film, fu introdotta come elemento narrativo per giustificare la resurrezione del personaggio.

Nel film, Talbot cerca il dottor Frankenstein sperando in una cura per la sua licantropia, ma si scontra invece con il mostro interpretato da Bela Lugosi. La lotta tra i due si interrompe quando vengono sepolti sotto le macerie del castello durante un’inondazione causata dalla popolazione del villaggio.
In “Al di là del mistero” (1944), Talbot viene nuovamente resuscitato e gli viene promessa una cura attraverso un trapianto di cervello, ma alla fine viene ucciso da una pallottola d’argento.

Senza spiegazioni, ritorna in “La casa degli orrori” (1945), dove viene finalmente curato dalla licantropia. Tuttavia, per esigenze della trama, Talbot sperimenta nuovamente la trasformazione in uomo lupo nel film comico “Il cervello di Frankenstei” (1948) con Gianni e Pinotto. In questa occasione, l’uomo lupo agisce come un eroe, salvando Wilbur Grey (interpretato da Lou Costello/Pinotto) da Dracula (Bela Lugosi), che cercava di trapiantare il cervello di Wilbur nel corpo del mostro (interpretato da Glenn Strange). Durante lo scontro, l’uomo lupo afferra Dracula trasformato in pipistrello e precipita in mare, portando entrambi alla fine.

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Recensione

The Wolf Man, diretto da George Waggner, è un capolavoro intramontabile del cinema horror che ha plasmato l’iconografia dei licantropi nel corso degli anni. Questo film della Universal Pictures ha catturato l’immaginario collettivo, fornendo uno dei ritratti più memorabili e suggestivi del mito del lupo mannaro.

La trama segue Larry Talbot, interpretato magistralmente da Lon Chaney Jr, che ritorna nella sua città natale dopo la morte del fratello. Il suo incontro con un lupo mannaro cambia irrimediabilmente il corso della sua vita, portandolo a vivere una maledizione che lo trasforma in una bestia feroce durante le notti di luna piena. Il film esplora temi profondi come l’alienazione, la paura del diverso e la lotta interna tra l’umanità e la bestialità.

La caratterizzazione di Larry Talbot da parte di Chaney è straordinaria, conferendo al personaggio un mix di vulnerabilità e terrore che coinvolge profondamente lo spettatore. La sua trasformazione in lupo mannaro è resa iconica grazie all’abilità di Jack Pierce nel trucco, creando un aspetto selvaggio e minaccioso che ha stabilito uno standard nel genere.

La regia di Waggner si distingue per la creazione di una tensione costante, sfruttando al massimo l’atmosfera gotica e cupa. La fotografia di Joseph Valentine contribuisce a creare un’ambientazione suggestiva e misteriosa, fondamentale per l’efficacia del film.

Le interpretazioni del cast, che include anche Claude Rains, Bela Lugosi e Evelyn Ankers, aggiungono ulteriore profondità alla narrazione. La colonna sonora di Charles Previn e Hans J Salter amplifica l’atmosfera di ansia e terrore, completando l’esperienza cinematografica.

Uno degli aspetti più notevoli di The Wolf Man è la rappresentazione visiva della trasformazione di Larry Talbot in licantropo. Questa sequenza è stata pionieristica per l’epoca, utilizzando effetti speciali avanzati e creando una tensione viscerale che ha continuato a ispirare generazioni di registi.

The Wolf Man è un capolavoro senza tempo che ha lasciato un’impronta indelebile nel cinema horror. La sua rilevanza persiste grazie alla maestria tecnica, alle interpretazioni intense e alla capacità di evocare terrore e empatia. Un classico imprescindibile per gli amanti del genere.
(Francesco Ippolito)

Film completo (restaurato e a colori)

Questo film è distribuito con licenza Public Domain ed è stato restaurato e colorato dalla Universal Pictures
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