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Assignment Outer Space (Space Men)

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Assignment Outer Space (Space Men) Locandina

Assignment Outer Space (Space Men)
Lingua originale: Italiano
Paese di produzione: Italia
Anno: 1960
Durata: 98 min (73 min versione USA)
Dati tecnici: B/N e a colori
Genere: fantascienza
Regia: Antonio Margheriti (come Anthony Daisies)
Attori: Rik Van Nutter, Gabriella Farinon, David Montresor, Archie Savage, Alain Dijon, Franco Fantasia, Joe Pollini, David Maran, José Néstor, Anita Todesco, Franco Balducci, Aldo Pini
Soggetto: Ennio De Concini (come Vassilji Petrov)
Sceneggiatura: Ennio De Concini (come Vassilji Petrov)
Produttore: Hugo Grimaldi (versione inglese)
Produttore esecutivo: Samuel Z. Arkoff
Casa di produzione: Titanus, Ultra Film
Distribuzione in italiano: Titanus
Fotografia: Marcello Masciocchi
Montaggio: Mario Serandrei
Musiche: Lelio Luttazzi (come J. K. Broady), Carlo Savina (non accreditato)

Trama

Assignment Outer Space (Space Men) è un film ambientato nel XXI secolo. Ray Peterson (interpretato da Rik Van Nutter), un giovane giornalista dell’ “Interplanetary News”, viene incaricato di redigere un articolo sugli “spacemen” a bordo della stazione spaziale BZ-88. Nonostante le tensioni con il comandante della base, George, Peterson si trova ad affrontare l’emergenza quando l’astronave Alfa 2 impazzisce dopo la morte dell’equipaggio. Ora guidata solo dal computer, l’astronave è in rotta di collisione con la Terra, rischiando di distruggere il pianeta a causa delle radiazioni dei suoi generatori fotonici. Peterson si trova quindi nella difficile missione di salire a bordo, modificare la rotta e sfuggire prima che sia troppo tardi. La storia pone Peterson di fronte a sfide tecniche, emotive e ambientali mentre cerca di prevenire una catastrofe imminente.

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Cast

Il protagonista di questa pellicola è il celebre attore americano Rik Van Nutter, noto non solo per la sua carriera cinematografica, ma anche per le sue apparizioni in fotoromanzi e spot pubblicitari. All’epoca della realizzazione del film era particolarmente rinomato per essere il compagno e successivamente il marito di Anita Ekberg, aggiungendo ulteriore fascino alla sua figura pubblica. Nella pellicola, Van Nutter condivide lo schermo con l’attrice Gabriella Farinon.

In un mercato cinematografico in cui i film statunitensi dominavano, questa produzione italiana si presentò come un’opera d’importazione, tanto che il regista e l’intero cast optarono per pseudonimi anglosassoni nei titoli di testa. Questo stratagemma era una pratica comune per cercare di attirare un pubblico più ampio in un contesto cinematografico prevalentemente dominato dalle produzioni hollywoodiane.

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Distribuzione

Il film fece il suo debutto nelle sale cinematografiche italiane il 25 agosto 1960.

Internazionalmente conosciuto come Assignment Outer Space, la pellicola fu presentata al pubblico statunitense nel 1961 dalla American International Pictures (AIP), inserendola in un programma triplo insieme al film della Germania Est intitolato Sojoux 111 terrore su Venere (1960) e al film giapponese I misteriani (1957). È da notare che il film è ora di dominio pubblico.

In Francia, la pellicola venne distribuita con il titolo Le Vainqueur de l’espace. La sua distribuzione internazionale riflette la pratica comune di adattare i titoli per raggiungere un pubblico più ampio e diversificato.

Accoglienza e critica

Nonostante le risorse limitate a disposizione per la produzione, il film ottenne un notevole successo commerciale, soprattutto dopo il suo lancio sul mercato statunitense. Questo successo fornì a Margheriti l’opportunità di dirigere immediatamente altri film all’interno dello stesso genere cinematografico. La sua abilità nel raggiungere il pubblico e il successo finanziario del film contribuirono a consolidare la sua posizione come regista prolifico e affermato nel contesto cinematografico dell’epoca.

Qui di seguito quanto scrive FantaFilm:

Margheriti sceglie una storia che esalta l’intelligenza dell’uomo sulla macchina. Non compaiono in questo film extraterrestri e in rotta di collisione con la Terra non è un pianeta ma un’astronave. Margheriti ambienta la storia interamente nello spazio (tranne l’iniziale scena della partenza da Terra di un’astronave) e, per le sequenze degli astronauti nel vuoto, preferisce girare in bianco e nero (poi virato di tonalità azzurro-verde) non sapendo – come lui stesso ha spiegato – se nello spazio esistono i colori.

La critica

Qui di seguito riportiamo l’opiniome del Davinotti:

SPACE MEN è la prima vera space opera di provenienza italiana (nonché l’esordio di Antonio Margheriti, regista di genere apprezzato soprattutto all’estero), che a dir la verità, salvo rare eccezioni, non ha mai dato grossi contributi al filone internazionale. La povertà dei mezzi (da sempre caratteristica delle nostre produzioni) ha purtroppo frenato le possibilità dei film italiani, che in un genere dominato dalle scenografie studiate e i poderosi effetti speciali, si sono trovati in netto ritardo. SPACE MEN racconta della vita nello spazio di un equipaggio guidato da un capitano severo e intransigente, che mal accoglie sulla sua nave l’arrivo di un giornalista invadente, da subito ansioso di far tornare, sul mezzo spaziale, un briciolo di quell’umanità che lì tutti sembrano aver dimenticato. Non mancheranno una patetica storia d’amore e il salvataggio in extremis della terra da un’astronave sfuggita al controllo dei suoi occupanti. Dire che SPACE MEN è datato è dire poco. L’inflessione del capitano è di una monotonia soporifera, le considerazioni parafilosofiche sulle differenze tra la vita sulla Terra e nello spazio ridicole. Il film è di una lentezza impressionante. Senza musiche, dominato sullo sfondo da risonanze cadenzate stranianti, voci che subiscono un’eco fastidiosa (dovrebbe dare idea del vuoto che circonda i protagonisti), macchinari di cartone che dovevano sembrare poco credibili già all’epoca, colori vivi che accentuano ancor di più la povertà delle scenografie, dialoghi privi di una seppur minima brillantezza (in bocca a un cast assai modesto), modellini costruiti con cura ma inadeguati. Visto oggi può solo far sorridere.

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Recensione

Assignment Outer Space (noto anche come “Space Men”) è un affascinante viaggio cinematografico nello spazio che risale al 1960, un’epoca in cui la corsa allo spazio e l’esplorazione interplanetaria erano argomenti di grande interesse e stimolo. Diretto dal talentuoso regista italiano Antonio Margheriti, il film si distingue per la sua trama avvincente e la sua atmosfera di avventura spaziale.

Trama e Contesto Storico

Il film è ambientato nel XXI secolo, seguendo le gesta di Ray Peterson, un giovane reporter interpretato da Rik Van Nutter. La storia si sviluppa sulla stazione spaziale BZ-88, dove Peterson è inviato per scrivere un articolo sugli “spacemen”, uomini addestrati per la vita nello spazio. La trama si complica quando l’astronave Alfa 2, priva di equipaggio e guidata solo dal computer, minaccia la Terra a causa delle radiazioni dei suoi generatori fotonici.
Peterson si trova quindi a dover affrontare una corsa contro il tempo per modificare la rotta dell’astronave e prevenire una catastrofe.

Il contesto storico in cui il film è stato realizzato aggiunge un ulteriore strato di significato. Negli anni ’60, la corsa allo spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica era al culmine, con l’umanità che sognava di esplorare l’universo. Assignment Outer Space rifletteva l’entusiasmo e la curiosità di quei tempi, offrendo uno sguardo futuristico all’esplorazione spaziale.

Cast e Caratterizzazioni

Il protagonista Rik Van Nutter, noto per il suo coinvolgimento in fotoromanzi e spot pubblicitari, offre una performance convincente nel ruolo del reporter spaziale. La sua presenza sullo schermo è accompagnata da Gabriella Farinon, che contribuisce al fascino della pellicola.

Le sfide della Produzione

Nonostante le limitate risorse a disposizione, la produzione di Assignment Outer Space ha saputo superare le sfide finanziarie, consegnando un film che, nonostante la modesta produzione, ha ottenuto un successo commerciale significativo. La sua uscita nelle sale statunitensi come parte di un biglietto triplo con altri film di fantascienza dell’epoca ha ulteriormente consolidato la sua visibilità.

Eredità e Stato Attuale

Assignment Outer Space è ora nel pubblico dominio negli Stati Uniti, permettendo a nuove generazioni di apprezzare questo pezzo di storia cinematografica. La sua influenza si riflette in altri lavori che esplorano il tema dell’esplorazione spaziale e delle avventure intergalattiche.

Conclusione

In definitiva, Assignment Outer Space rappresenta una gemma del cinema di fantascienza degli anni ’60. La sua trama avvincente, il contesto storico e le performance degli attori contribuiscono a renderlo un’opera memorabile. Guardare questo film è come fare un salto nel passato, in un’epoca in cui il mondo guardava al cielo con la speranza di scoprire nuovi orizzonti e avventure nell’universo.
(Francesco Ippolito)

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