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Il ragazzo e l’Airone

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Il ragazzo e l'Airone

Il ragazzo e l’Airone
Data di uscita: 01 gennaio 2024
Genere: Animazione, Avventura, Drammatico
Anno: 2023
Regia: Hayao Miyazaki
Attori: Soma Santoki, Masaki Suda, Takuya Kimura, Aimyon, Kou Shibasaki, Yoshino Kimura, Shohei Hino, Jun Kunimura
Paese: Giappone
Durata: 125 min
Distribuzione: Lucky Red
Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Fotografia: Atsushi Okui
Montaggio: Rie Matsubara, Takeshi Seyama, Akane Shiraishi
Musiche: Joe Hisaishi
Produzione: Hakuhodo DY Media Partners, Nippon Television Network, Studio Ghibli, Toho Company

Trama

Il ragazzo e l’Airone, pellicola diretta da Hayao Miyazaki, si svolge a Tokyo nel 1943 e narra la vicenda di un ragazzo di dodici anni di nome Mahito, interpretato vocalmente da Soma Santoki. Il contesto è quello della Guerra del Pacifico, e una devastante incursione incendia l’ospedale, causando la morte di sua madre Hisako. Shoichi, il padre di Mahito, interpretato vocalmente da Takuya Kimura, decide di risposarsi con Natsuko, sua zia, interpretata vocalmente da Yoshino Kimura. La famiglia decide di trasferirsi, e in Mahito cresce un forte desiderio di rivedere sua madre.

Un giorno, mentre gioca tra le rovine di una torre, il ragazzo incontra un Airone grigio, interpretato vocalmente da Masaki Suda, che gli offre le sue piume per costruire delle frecce. Successivamente, Mahito trova un libro che sua madre voleva regalargli, contenente annotazioni personali. Questo evento suscita in lui profonde riflessioni sulla vita e sulla morte, e Mahito decide di condividere i suoi pensieri con suo zio, doppiato da Shohei Hino.

Sarà l’Airone a condurlo in un mondo fantastico, dove la morte si dissolve e la vita trova un nuovo inizio, aprendo così un percorso straordinario per il giovane protagonista.

Curiosità su Il ragazzo e l’Airone

A distanza di un decennio dall’ultima opera cinematografica, “Si alza il vento” del 2013, il rinomato regista d’animazione giapponese Hayao Miyazaki porta sul grande schermo la sua più recente creazione, che probabilmente segnerà anche la conclusione della sua illustre carriera artistica, come ha dichiarato personalmente. Dopo sette anni di meticolosa produzione e costi elevati, lo Studio Ghibli – in collaborazione con Toho e Studio Ponoc – presenta al pubblico un’opera ispirata all’infanzia del regista e al romanzo “E voi come vivrete?” del 1937, scritto da Genzaburō Yoshino. Nonostante il titolo originale del film coincida con quello del romanzo, la trama del film non segue le stesse linee narrative, ma si focalizza sulle tematiche affrontate nel libro.

La colonna sonora del film è stata curata dal rinomato compositore giapponese Joe Hisaishi, segnando la loro undicesima collaborazione. Hisaishi è noto per le sue musiche in film come “Il mio vicino Totoro” (1988) e “Il castello errante di Howl” (2004). L’uscita del film in Giappone è avvenuta senza una campagna promozionale, ma nonostante ciò, l’opera ha ottenuto un incredibile successo di pubblico, incassando oltre settanta milioni di dollari. “Il ragazzo e l’airone” è stato scelto come film d’apertura al Toronto International Film Festival 2023, dove è stato introdotto da Guillermo del Toro.

La critica

Hayao Miyazaki concepisce un sipario non solo sulla sua carriera, ma proprio sulla sua stessa vocazione, in una metafora complessa e stratificata: soddisferà chi lo ama, con la sua meticolosa attenzione a immagine, sound design, musica e animazione, ma lascerà a chi s’impegnerà a leggerlo anche un messaggio intelligente sul ricambio generazionale, sull’arte come creazione e fuga dalle regole del reale. Richiede attenzione e riflessione… e sa ripagarle.
(Domenico Misciagna – Comingsoon.it)

Recensione de Il ragazzo e l’Airone

Negli ultimi anni Trenta del Giappone, il giovane Mahito, orfano di madre a causa della guerra, lascia Tokyo insieme al padre per trasferirsi in una provincia rurale. Qui, il padre sta per sposare la sorella della defunta moglie. Mentre esplora i dintorni, Mahito scopre una torre misteriosa che funge da portale verso un altro mondo, con connessioni alla realtà, inclusa la sua.

Dopo “Si alza il vento” del 2013, inizialmente previsto come suo addio al cinema, Hayao Miyazaki non ha resistito molto come pensionato forzato. A 82 anni, lo ritroviamo ora, insieme al suo Studio Ghibli, forse per concludere la sua carriera artistica con “Il ragazzo e l’Airone”. Sebbene sia lecito dubitarne, ci sono buone ragioni ora per considerare questo anime come un vero e proprio epilogo, sintetizzando gran parte delle caratteristiche distintive del suo cinema, specialmente quelle più visionarie e immaginifiche.

L’estetica

Il controllo formale del film, come spesso accade con Miyazaki, mira a favorire un’esperienza cinematografica coinvolgente, con lo spazio dell’inquadratura che diventa accogliente, concentrandosi su sfondi dipinti che delineano un mondo, sia con dettagli storicamente precisi negli interni, sia con suggestioni quasi impressionistiche negli esterni. L’attenzione ossessiva al sonoro conferisce tangibilità alle ambientazioni, narrando il primo tratto del film attraverso i suoni dei movimenti di Mahito in diversi ambienti, quasi a farci percepire fisicamente l’esplorazione di questo mondo alternativo. La colonna sonora di Joe Hisaishi dà voce alla fantasia, superando i limiti dei dialoghi e dei rumori della realtà.

Per coloro che cercano l’Hayao Miyazaki classico, lo troveranno in questa pellicola con tutti i suoi tocchi grotteschi radicati nelle fiabe (come l’omaggio ai sette nani tramite le sette governanti, che confermano l’ingresso del fantastico nella dura vita di Mahito). Ma questa volta c’è qualcosa in più.

L’addio al cinema

Molto spesso, negli anni, Miyazaki si è espresso con severità verso se stesso, suo figlio Goro e l’arte dell’animazione in generale, mantenendo un approccio meticoloso e rigoroso. Un atteggiamento che si sposa perfettamente con l’annuncio del suo ritiro, eliminando ogni forma di autoindulgenza. La stessa esistenza di “Il ragazzo e l’airone” può sembrare una contraddizione, poiché sembra andare contro la volontà di risolvere il suo rapporto con l’arte e il pubblico.

Tuttavia, dopo aver visto il film, diventa evidente il motivo di questo dietrofront: era più coerente affidare questa risoluzione, questo addio, a un film anziché a interviste o agenzie di stampa. C’era qualcosa di irrisolto: doveva essere una storia a salutarci, una storia abitata non solo dal pubblico, ma dall’autore stesso. È difficile non pensare che l’anziano antenato di Mahito, rimasto prigioniero di questo mondo alternativo, sia a tutti gli effetti Hayao stesso: c’è qualcosa di estremamente intimo nel modo in cui confida la fatica crescente nel tenerlo in piedi, desideroso di trasmettere un’eredità forse intrasmettibile.

Conclusioni

“Il ragazzo e l’airone” eleva l’arte (grafica, cinematografica, letteraria) a origine di tutto, della vita stessa, in un cortocircuito tra procreazione e creazione artistica, annullando – seppur temporaneamente – le distanze imposte dal tempo tra genitori e figli, tra nuove e vecchie generazioni. Un potente messaggio che Miyazaki ha dichiarato di voler dedicare a suo nipote, ma che rappresenta anche una riflessione saggia. Questo innalzamento, con dolce struggimento, è tutto tranne che solido: è destinato a fare spazio a nuovi immaginari, nuove vite e nuove creazioni, oltre a restituire alla natura stessa, fonte d’ispirazione di quell’arte, le sue creature.
(di Francesco Ippolito)

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