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Tom Clancy’s Jack Ryan – Ghost War: lo spionaggio torna a fare paura

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Tom Clancy's Jack Ryan - Ghost War locandina

Tom Clancy’s Jack Ryan – Ghost War
Diretto da Andrew Bernstein
Sceneggiatura di Aaron Rabin, John Krasinski
Prodotto da Sunday Night Productions, Paramount Pictures, Big Indie Pictures

Protagonisti: John Krasinski, Wendell Pierce, Sienna Miller, Michael Kelly, Max Beesley, Betty Gabriel, JJ Feild, Douglas Hodge

Fotografia: Arnau Valls Colomer
Musiche: Ramin Djawadi, William Marriott
Produzione: Sunday Night Productions, Paramount Pictures, Big Indie Pictures
Data di uscita: 2026-05-20
Durata: 105 minuti
Lingua: EN

Tom Clancy’s Jack Ryan – Ghost War – Trama: quando Wall Street non basta

Jack Ryan ha lasciato la CIA, ha un lavoro a Wall Street, una vita civile che dovrebbe bastare. Ma James Greer, ora vicedirettore dell’Agenzia, lo raggiunge per chiedergli un favore — il tipo di favore che si trasforma in missione, e la missione in caccia all’uomo. Destinazione: Dubai.

Un ex agente MI6, Douglas Hodge nei panni di Nigel Cooke, ha un pacchetto vitale da consegnare. Affiancato da Mike November (Michael Kelly), Ryan dovrebbe semplicemente ritirarlo. Routine. Solo che una missione MI6 a Dubai fallisce quando gli uomini di Cooke vengono uccisi da Liam Crown, ex soldato decorato diventato ombra letale. Ryan viene trascinato via dall’agente MI6 Emma Marlowe (Sienna Miller), che lo introduce alla trama del film: esiste un’unità segreta chiamata Starling, un programma nero fuori controllo i cui membri sono stati addestrati per combattere il terrore — e ora lo seminano.

Tom Clancy's Jack Ryan - Ghost War
Immagine via TMDB

Si tratta di una cellula composta da soldati segreti addestrati con metodi crudeli, ora abbandonati dal sistema che li ha creati, desiderosi di vendetta contro il mondo che li ha rinnegati. Ryan, Marlowe, November e Greer devono fermarli. Il direttore CIA Elizabeth Wright viene uccisa da un’autobomba fatta esplodere da Crown, che fugge dopo uno scontro a fuoco con Greer. Capiscono che Crown sta riattivando gruppi terroristici per dimostrare la necessità di programmi illegali come Starling.

La tensione si stringe tra Londra, New York e i canali di Dubai. Ryan e Marlowe scoprono che Cooke stava tentando di trasmettere dati su Starling da un server la notte in cui è stato ucciso; tornano a Dubai con November per ritrovare il punto di trasmissione, con l’aiuto di un ex collega CIA. Il passato torna a presentare il conto. E questa volta il prezzo è personale.

Tom Clancy’s Jack Ryan – Ghost War nel contesto: Andrew Bernstein e il salto verso il grande schermo

Andrew Bernstein torna nel mondo di Tom Clancy’s Jack Ryan quasi sette anni dopo aver diretto tre episodi della seconda stagione; la serie Prime Video conclusasi nel 2023 continua ora con questo film. Per Bernstein — veterano di The Americans, Ozark, Mad Men, The West Wing — questo è il debutto cinematografico, il passaggio dal formato seriale al lungometraggio. Il progetto è nato alla fine della serie; Krasinski aveva idee narrative che si adattavano meglio a un film che a una serie TV lunga. Ma il risultato non convince.

Il problema non è tecnico: Bernstein sa muovere la macchina da presa, ha esperienza da vendere. Il problema è che Ghost War si inserisce in un genere — lo spy thriller politico — ormai così saturo di formule che ogni nuovo tentativo rischia di sembrare una fotocopia sbiadita. Adattare fedelmente Tom Clancy è difficile: così tanti film di spionaggio si sono ispirati a lui che quando qualcosa viene adattato, sembra derivativo. Questo è esattamente ciò che accade qui. Su Rotten Tomatoes solo il 43% di 47 recensioni è positivo, con una media di 5.3/10; il consenso recita: “Arando attraverso un globe-trotting di routine con efficienza meccanica ma poco altro, Jack Ryan: Ghost War riduce l’agente CIA un tempo convincente di John Krasinski a un cifrario d’azione privo di personalità”.

Dove Harrison Ford negli anni ’90 incarnava una tensione morale palpabile — vedasi Patriot Games o Clear and Present Danger — qui Krasinski sembra intrappolato tra l’analista che non vuole essere eroe d’azione e l’eroe d’azione che deve comunque essere. Krasinski continua a fare di Ryan un nulla di buono alto e attraente che continua a dire di non voler essere un eroe d’azione e non essere fatto per il ruolo, ma può trasformarsi in Jason Bourne in un attimo. Il formato cinematografico, che dovrebbe concentrare la tensione, finisce invece per appiattirla. Se fossero solo alcuni episodi della serie Jack Ryan, potrebbe essere perfettamente funzionale, ma nulla nel progetto giustifica la sua presentazione come lungometraggio.

Tom Clancy’s Jack Ryan – Ghost War: curiosità e retroscena di produzione

Scene chiave sono state girate a Dubai in collaborazione con il Dubai Media Council e il Dipartimento dell’Economia e del Turismo; Dubai è stata una delle cinque città protagoniste del film, con location come Dubai Marina (con imbarcazioni tradizionali dhow), Al Seef, One&Only One Za’abeel, i deserti, Emirates Towers e il quartiere Gate Avenue in DIFC, oltre a Burj Park. La produzione ha chiuso importanti arterie stradali a Londra e utilizzato le vie d’acqua di Dubai per un’estesa sequenza d’inseguimento in barca; Bernstein ha dichiarato: “Abbiamo chiuso gran parte di quella città per realizzarlo. Qualcosa che non era mai stato fatto prima, perché è così complesso”; a Dubai hanno girato l’inseguimento in barca sui canali della città.

Bernstein — il cui lavoro include The Americans e Ozark — ha rivelato come la produzione abbia lavorato direttamente con la CIA e l’MI6 per comprendere meglio le realtà del lavoro di intelligence, il peso emotivo delle operazioni segrete e le minacce in evoluzione che l’Occidente affronta oggi. In un’intervista con MovieWeb, Krasinski ha detto: “Sono un grande fan di questo mondo, non solo dei film ma dei libri, di ciò che Tom Clancy ha fatto”. Ha aggiunto: “Mi piace seguire il canone. Quindi, chiaramente, alla fine di questo, diventerà vicedirettore. Adoro seguire le briciole che Tom Clancy ha lasciato”.

Tom Clancy's Jack Ryan - Ghost War

Bernstein ha ricordato l’esperienza unica di catturare la coreografia d’azione davanti a monumenti britannici reali: “Quando stavamo facendo quell’inseguimento in auto, abbiamo chiuso la piazza accanto al Big Ben e all’Abbazia di Westminster. Stai facendo un inseguimento automobilistico massiccio, il Big Ben incombe sulle tue spalle”; ha concluso: “E ti pizzichi: quanto sono fortunato a essere qui!” Il processo è stato lungo: il film è stato realizzato in circa due anni perché si tratta di un film enorme, nato dalla fine della serie. Amazon ha deciso di rinunciare all’uscita cinematografica, e Bernstein e il team erano “tristi” per questa decisione.

Tom Clancy’s Jack Ryan – Ghost War: Recensione — formula stanca, regia confusa

Krasinski è il problema centrale. Non perché manchi di carisma — ce n’è abbastanza da vendere — ma perché il personaggio oscilla senza convinzione tra due registri incompatibili. Il problema più grande è proprio Jack Ryan; Krasinski ha trascorso oltre un decennio cercando di liberarsi dell’immagine da sitcom con ruoli più seri, da 13 Hours di Michael Bay al franchise A Quiet Place, dove ha avuto più successo come regista che come star; ha interpretato Jack Ryan in 30 episodi TV e un film, superando di gran lunga Harrison Ford che ne aveva fatti solo due, ma non è cresciuto nel ruolo. Sienna Miller arriva come Emma Marlowe, agente MI6 affilata quanto basta, ma è una Donna Tosta™ standardizzata il cui segreto capiamo istantaneamente; flirta un po’ con Ryan, ma il suo amore principale è l’MI6, che le ha dato uno scopo nella vita, anche se non un set di tratti riconoscibilmente umani con cui giocare. Wendell Pierce e Michael Kelly tornano come Greer e November, volti familiari che fanno quel che possono. Mike November è l’MVP, vogliamo più di quel personaggio in futuro — almeno lui ruba qualche scena con naturalezza da caratterista navigato.

La regia di Bernstein, paradossalmente, tradisce la sua esperienza televisiva. Un critico ha scritto: “Bernstein non sa dove posizionare, bloccare e muovere la macchina da presa, né capisce come montare l’azione”. Oltre all’inseguimento a piedi a Manhattan, c’è un inseguimento in motoscafo a Dubai e un inseguimento automobilistico nelle strade affollate di Londra; una scena chiave con un incontro teso tra i personaggi principali si svolge in mezzo a Trafalgar Square, perché come altro giustificare quel budget di viaggio? Le location sono spettacolari, certo. Ma la fotografia di Arnau Valls Colomer non trova mai un’angolatura distintiva, un momento in cui la luce racconti qualcosa che il dialogo non dice già. Tutto è funzionale, tutto è pulito. Niente respira.

Krasinski è produttore esecutivo e co-sceneggiatore ma non sembra essere stato molto interessato allo sviluppo dei personaggi o ai dialoghi significativi, a meno che non si conti un Greer frustrato che urla “Tu e la tua dannata bussola morale!” a Ryan quando le cose si scaldano; c’è anche un carico di esposizione, con i personaggi che pazientemente spiegano cosa sta succedendo l’uno all’altro in modo che gli spettatori che scorrono i telefoni a casa possano seguire. Il dialogo è pieno di clichés, prende così tanto in prestito dal manuale dei film d’azione-spionaggio che potresti citarlo insieme la prima volta che guardi il film. La sceneggiatura — firmata da Aaron Rabin e dallo stesso Krasinski — procede per punti obbligati: missione, tradimento, inseguimento, rivelazione, resa dei conti. Zero sorprese.

Le musiche di Ramin Djawadi e William Marriott fanno il loro dovere senza eccedere: pulsazioni orchestrali, tensione sintetica. Niente che resti oltre il fade-out finale. Le scene d’azione sono funzionali, montate in eccesso e poco concepite per la loro durata, ma almeno funzionano. Il vero problema è che Ghost War non ha nulla da dire che non sia già stato detto meglio altrove. Patriot Games aveva l’IRA e la vendetta personale. The Sum of All Fears aveva la bomba nuclea e la paranoia post-11 settembre. Questo ha un’unità segreta fuori controllo e nessuna riflessione reale sul perché dovremmo preoccuparcene. Un film che funziona appena, ma non lascia niente.

(Francesco Ippolito)

Tom Clancy’s Jack Ryan – Ghost War Uscita Italia: quando e dove vedere il film

Il film è stato distribuito in tutto il mondo su Amazon Prime Video il 20 maggio 2026. Niente sale cinematografiche, niente IMAX — la decisione di rinunciare all’uscita teatrale è stata di Amazon, e Bernstein e il team erano “tristi” per questa scelta. Disponibile in streaming su Prime Video con sottotitoli in italiano e audio originale inglese, oltre a doppiaggio in diverse lingue. Per chi cerca adrenalina da divano senza troppo impegno, basta un abbonamento Prime.

Il film è disponibile in HDR e UHD per chi dispone di impianto adeguato. Nessuna finestra cinematografica prevista, nessuna replica in sala. È nato per lo streaming, e lì rimane.

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Patriot Games (1992) | Clear and Present Danger (1994) | The Sum of All Fears (2002) | Jack Ryan: Shadow Recruit (2014)

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