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ChaO: il capolavoro d’animazione che conquista il pubblico internazionale

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ChaO locandina

ChaO
Diretto da 青木康浩
Sceneggiatura di 木ノ花咲
Prodotto da STUDIO4℃

Protagonisti: 鈴鹿央士, 山田杏奈, シシド・カフカ, 梅原裕一郎, Kenta Miyake, 太田駿静, 土屋アンナ, 川島邦裕

Fotografia: 中島隆紀
Musiche: 村松崇継
Produzione: STUDIO4℃
Data di uscita: 2025-08-15
Durata: 90 minuti
Lingua: JA

ChaO – Trama: Quando una principessa sirena non accetta un no

La proposta di matrimonio arriva senza preavviso, con la stessa violenza di un’onda anomala. Stephan lavora in un cantiere navale, tiene bassa la testa, sopravvive. Nella Shanghai del “20XX”, futuro prossimo di robot e vie d’acqua per sirene, lui è un ingegnere mediocre con progetti ambiziosi che nessuno prende sul serio. Poi ChaO emerge dalle acque, principessa del regno delle sirene, e gli chiede la mano. Punto. Niente corteggiamento. ChaO decide, Stephan subisce.

Il protagonista non è pronto. Non vuole. Ma ChaO (forma terrestre: creatura paffuta, goffa, con una testa abnorme e occhi da pesce) si trasferisce da lui comunque. Stephan cerca di gestire la situazione. Lei compra vestiti a caso, mangia tutto, abbraccia sconosciuti. Non capisce il sarcasmo. Non riconosce l’imbarazzo. È purezza senza filtri, sincerità molesta. Lui costruisce muri, lei li sfonda ridendo. A piccole dosi, la resistenza cede: c’è qualcosa in quell’incapacità di fingere che fa breccia.

Il problema è che ChaO ha due forme. In acqua, quando si sente al sicuro e amata, diventa umana: pelle pallida, capelli fluidi come acqua, bellezza idealizzata. A terra, senza fiducia, torna pesce. La sua identità dipende dallo sguardo di Stephan. Quando i media li braccano (l’uomo che ha sposato la sirena, simbolo di coesistenza tra specie) la pressione cresce. Stephan crolla. Una frase di troppo, un momento di crudeltà pubblica, e il corpo di ChaO si scioglie davanti a tutti, ritorna massa informe. La scena spacca il cuore perché è chiaro che non c’è cattiveria, solo fragilità umana contro vulnerabilità assoluta.

Segue un terzo atto che vira nell’action slapstick (robot giganti, inseguimenti, fireworks letterali) ma sotto la superficie rimane una domanda semplice: puoi amare qualcuno per quello che è, non per l’immagine che proietta? Il film non risponde con un monologo. Risponde con un movimento: Stephan che balla attorno a una fontana a forma di simbolo taoista, cercando un equilibrio che forse non esiste.

ChaO nel contesto: l’esordio tardivo di un animatore invisibile

ChaO segna il debutto alla regia di Yasuhiro Aoki, animatore chiave di Studio 4°C con vent’anni di carriera alle spalle, passato per produzioni realistiche come The Lord of the Rings: The War of the Rohirrim e la serie Psycho-Pass. Un profilo tecnico, quasi artigianale, mai sotto i riflettori. Per il suo primo lungometraggio da regista, Aoki ha scelto la direzione opposta: “Forse per reazione, volevo andare in una direzione completamente diversa”, ha dichiarato. Il risultato è un film che sembra nato per dispetto al realismo che lo ha formato.

Nel panorama dello Studio 4°C (casa di Tekkonkinkreet, Children of the Sea) ChaO è un’anomalia stilistica. Aoki parla del concetto giapponese di “heta-uma”: “disegni che non sembrano buoni, quasi come quelli di un bambino. Ma ovviamente in questo progetto l’animazione è stata realizzata da professionisti, quindi la qualità è effettivamente molto alta”. È animazione volutamente “sbagliata”, personaggi con proporzioni assurde (il capo di Stephan è letteralmente un Humpty Dumpty), ma ogni movimento è fluido, controllato. La differenza tra incompetenza e sovversione.

Rispetto al cinema d’animazione giapponese contemporaneo, dominato dall’estetica Kyoto Animation o dal realismo digitale di Shinkai, ChaO appare alieno. Aoki afferma di non aver pensato a La Sirenetta Disney o alla fiaba originale; il suo punto di riferimento principale era il Titanic di James Cameron, un altro romance tra amanti contrastati ambientato in mare. Strano, ma sensato: il framing device del giornalista che intervista Stephan anni dopo è rubato di peso al film di Cameron. Più che al fantasy d’animazione, ChaO guarda al melodramma live-action, tradotto in linee elastiche e corpi deformati. È un film che vuole essere preso sul serio pur avendo un pesce gigante che si rotola in giro.

ChaO: curiosità e retroscena di produzione

La produzione è durata sette anni, con oltre 100.000 disegni realizzati a mano. Non è solo marketing, si vede. Le origini del progetto risalgono al 2006, quando Aoki diresse per lo Studio 4°C un corto intitolato “Kung Fu Love” (parte dell’antologia Amazing Nuts!), con uno stile impressionistico simile a quello di ChaO. Il progetto rimase fermo per circa dieci anni prima che la produttrice Eiko Tanaka presentasse ad Aoki la sceneggiatura di ChaO; il regista sentì subito il legame con Amazing Nuts! e accettò immediatamente, condividendo con Tanaka “un ritmo simile nel processo produttivo”.

La scelta di Koda Kumi per la canzone principale non è casuale: nel 2006 aveva già collaborato con Aoki per “Twinkle”, colonna sonora di un episodio di Amazing Nuts! (“Tatoe kimi ga sekai no teki ni natte mo”); allora avevano parlato di lavorare insieme su un lungometraggio, promessa mantenuta 19 anni dopo. Il casting dei doppiatori (Ōji Suzuka come Stephan, Anna Yamada come ChaO) non è passato per audizioni, Aoki li ha scelti direttamente. Il regista ha spiegato di aver lasciato libertà insolita agli animatori: “Non ho dato istruzioni specifiche su come dovevano muoversi i personaggi. Se il mio storyboard era l’80%, il 20% era improvvisazione degli animatori. Questi personaggi non avevano una ‘risposta corretta’ su come muoversi, quindi non c’erano errori”.

ChaO


Il film ha vinto il premio della giuria alla sezione lungometraggi del Festival Internazionale del Film d’Animazione di Annecy 2025, riconoscimento che equivale al secondo posto assoluto, a otto anni di distanza da In questo angolo di mondo, ultimo film giapponese premiato in quella categoria. GKIDS ha distribuito il film negli Stati Uniti dal 10 aprile 2026. Dati di box office giapponese non sono disponibili in forma definitiva, ma il film ha ottenuto distribuzione in sedici paesi.

ChaO: Recensione — Animazione bellissima al servizio di una sceneggiatura oscillante

Ōji Suzuka restituisce a Stephan esattamente la mediocrità necessaria: voce piatta, esitazioni calcolate, il tipo che vorrebbe essere eroe ma è solo stanco. Anna Yamada ha il compito più rischioso (ChaO è personaggio impossibile, purezza assoluta che sulla carta dovrebbe risultare insopportabile) eppure funziona. Il timbro non scivola mai nel mieloso; c’è energia genuina, quasi fisica. Il problema non sono le voci, ma il fatto che il doppiaggio d’attore si scontra con un design dei personaggi così stilizzato da sembrare animazione pura. Non è difetto tecnico, è dissonanza voluta, ma non sempre efficace.

La regia di Aoki costruisce Shanghai futuristica con “un’estetica asiatica vitale” e canali d’acqua per sirene che attraversano la città. La fotografia, firmata Nakajima Takanori, gioca su contrasti violenti: sfondi realistici, quasi fotografici (eredità del lavoro del direttore artistico Takiguchi Hiroshi su Hana to Alice Satsujin Jiken) contro personaggi da cartone animato elastico. La scena della danza attorno alla fontana Tao è costruita sul concetto di Yin e Yang: “Volevamo mostrare in questo film il divario e l’equilibrio” tra luce e ombra. L’acqua, elemento-chiave, è resa con una fluidità che ricorda Ponyo, ma meno impressionista, più muscolare. Il movimento fisico conta più della psicologia, quando ChaO cammina, il corpo oscilla con peso reale.

La sceneggiatura di Konohana Saku si spacca in due metà incompatibili. Prima parte: commedia fisica, ritmo folle, gag ripetute fino all’eccesso. Stephan che cerca di sopravvivere a ChaO, media che li inseguono, scene di shopping con montaggio da videoclip. Funziona a tratti, ma l’umorismo slapstick (fortemente voluto da Aoki) si scontra con la sincerità della storia d’amore. Seconda parte: svolta drammatica, ChaO che perde la forma umana, Stephan che deve decidere se vuole davvero lei o solo l’idea di lei. Qui il film trova spina dorsale, ma arriva tardi. Aoki ha dichiarato: “Non ci sono cattivi in questo film. È diverso, ed è stato molto difficile, ma credo sia una parte buona”. Sì, ma senza antagonista il conflitto manca di urgenza, la tensione è tutta interna, psicologica, e la prima ora spende troppo tempo su gag visive per costruirla.

Muramatsu Takatsugu compone una partitura che alterna melodie folk, echi di fiaba tradizionale, a synth elettronici futuristici. La colonna sonora non cerca sottotesto, sottolinea tutto, in maiuscolo. Quando ChaO è felice, archi gioiosi. Quando Stephan soffre, pianoforte minimalista. È orchestrazione classica da animazione giapponese mainstream, perfettamente funzionale ma prevedibile. La canzone di Koda Kumi a chiusura, energica, pop diretto, chiude il film con ottimismo che stride (volontariamente?) con l’ambiguità emotiva di quanto appena visto.

ChaO è film che merita di esistere. Non perché riesca in tutto, non ci riesce, ma perché tenta qualcosa di raro: animazione adulta che non si vergogna di essere cartone animato, romance interspecie che non è metafora ma letterale, design che rifiuta il “bello” per cercare l’espressivo. Aoki: “Lo stile di animazione di ChaO non doveva sembrare scomodo, ma sento che di recente l’animazione sta andando in una singola direzione. Questi personaggi sembrano insoliti e più difficili da incorporare. Ma è animazione, c’è spazio per essere molto più liberi in ciò che disegniamo, anche se oggi sembra più difficile fare qualcosa di diverso”. Resta un’immagine, quella del corpo di ChaO che si scioglie sotto gli occhi di Stephan, forma che dipende dallo sguardo altrui. È fragilità resa visibile, cinema d’animazione che fa ciò che il live-action non può: mostrare l’identità come qualcosa di letteralmente instabile, mutevole, doloroso. Il resto è contorno. Questo resta.

(Francesco Ippolito)

ChaO Uscita Italia: quando e dove vedere il film

Il film è uscito in Giappone il 15 agosto 2025 distribuito da Toei, negli Stati Uniti il 10 aprile 2026 via GKIDS, e ha ottenuto release in sedici paesi complessivi. In Italia è uscito il 25 giugno 2026. Nessun annuncio su edizioni home video italiane o piattaforme streaming. Chi volesse vederlo dovrà affidarsi a edizioni estere con sottotitoli o attendere sviluppi futuri.

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Ponyo sulla scogliera (2008) | La forma dell’acqua (2017) | Tekkonkinkreet (2006) 

Trailer

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