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Il bacio della donna ragno 2025

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Il bacio della donna ragno locandina

Il bacio della donna ragno
Diretto da Bill Condon
Sceneggiatura di Bill Condon
Prodotto da Josephson Entertainment, Tom Kirdahy Productions, Artists Equity

Protagonisti: Diego Luna, Tonatiuh, Jennifer Lopez, Bruno Bichir, Josefina Scaglione, Aline Mayagoitia, Driton ‘Tony’ Dovolani, Lucila Gandolfo

Fotografia: Tobias A. Schliessler
Musiche: Sam Davis, John Kander
Produzione: Josephson Entertainment, Tom Kirdahy Productions, Artists Equity
Data di uscita: 2025-10-09
Durata: 128 minuti
Lingua: EN

Il bacio della donna ragno – Trama: Quando l’evasione diventa resistenza

Argentina, maggio 1983. Gli ultimi spasmi della Guerra Sporca. Una cella ospita Valentín, prigioniero politico accusato di sovversione, e Molina, vetrinista trans condannato per atti osceni. Due mondi che non dovrebbero incrociarsi, eppure si ritrovano a condividere quattro muri sporchi e un presente che schiaccia. Molina, però, ha un’arma segreta: la fantasia. E il cinema.

Notte dopo notte, racconta a Valentín le gesta di Ingrid Luna, diva hollywoodiana immortalata nel musical “Il bacio della donna ragno”, un tripudio di lustrini, coreografie impossibili e melodrammi che puzzano di MGM anni Quaranta. Quello che inizia come un modo per riempire il silenzio si trasforma in qualcosa di più complesso: una strategia di sopravvivenza, un dialogo tra realtà e desiderio, tra lotta politica e fuga immaginifica.

Il bacio della donna ragno
Immagine via TMDB

Valentín resiste, all’inizio. È un rivoluzionario marxista, abituato a pensare per schemi rigidi, a dividere il mondo tra giusti e sbagliati. Ma Molina, con la sua fragilità ostentata e la sua forza nascosta, inizia a scalfirne le certezze. Il musical dentro il film diventa una pellicola parallela, dove anche Valentín e Molina compaiono, lui nei panni dell’amante di Aurora, lei come l’assistente gay della protagonista. La linea tra finzione e realtà si sfuma, e il carcere, per qualche istante rubato, perde consistenza.

Non è un racconto lineare, e non vuole esserlo. Condon gioca costantemente con i piani narrativi, alternando il grigiore opprimente della cella alle esplosioni cromatiche del sogno hollywoodiano. È in quella tensione, tra ciò che è e ciò che potrebbe essere, che il film trova il suo cuore pulsante. Ma quanto regge questa architettura, quando arriva il momento di farla funzionare davvero?

Il bacio della donna ragno: curiosità e retroscena di produzione

Bill Condon ha scritto la sceneggiatura senza avere garanzie che il film sarebbe stato realizzato, convinto che fosse l’unico modo per farlo in maniera pura. Un atto di fede raro, soprattutto per un musical indipendente con ambizioni sceniche importanti. Jennifer Lopez e Diego Luna erano le prime scelte del regista per due dei tre ruoli principali, mentre per Molina hanno fatto numerosi casting con centinaia di attori tra Stati Uniti, Sud America, Messico ed Europa. Alla fine, Tonatiuh (nome d’arte di un attore poco conosciuto) ha conquistato il ruolo che William Hurt aveva vinto con l’Oscar nel 1985.

I numeri musicali di Lopez sono stati girati in un’unica ripresa ciascuno. Un azzardo tecnico che richiama le glorie dei musical classici, quando Fred Astaire pretendeva che la macchina da presa seguisse il corpo senza interruzioni. Condon voleva riprese lunghe, inquadrature ampie, per mostrare che Lopez e i ballerini eseguivano davvero ogni movimento, con un giorno solo di prove, dove i colleghi dell’epoca d’oro ne avevano due settimane. Una pressione enorme, ma Lopez, veterana della scena, non ha vacillato.

Il bacio della donna ragno


Il film alterna il formato 1.85:1 per le scene di prigione al 1.33:1 per le sequenze di fantasia, una scelta formale precisa per distinguere i due mondi. Condon ha eliminato quasi metà delle canzoni del musical teatrale, tenendo i brani solo nel film dentro il film, perché chiedere a prigionieri induriti di cantare ad alta voce funziona meglio a teatro che su schermo. Una decisione coraggiosa, che ha sollevato discussioni tra i puristi del musical ma che dà al film una coerenza narrativa maggiore.

La pellicola è dedicata alla memoria di Fred Ebb (morto nel 2004), Terrence McNally (scomparso nel 2020 per Covid), Chita Rivera (creatrice del ruolo a teatro, morta nel 2024) e William Hurt (protagonista del film del 1985, deceduto nel 2022). Un tributo dovuto, ma anche un peso simbolico: portare avanti una storia che ha già attraversato decenni e formati, da romanzo a film a musical a film di nuovo, senza tradirne lo spirito originario.

Il bacio della donna ragno – Recensione Completa: Ambizione e limiti del musical indipendente

Tonatiuh è la vera rivelazione. Prende un personaggio che rischia costantemente la caricatura (la “checca” prigioniera con il cuore d’oro) e lo riempie di sfumature, di silenzi eloquenti, di una dignità che non urla ma si fa spazio centimetro dopo centimetro. Luna e Lopez sono ottimi, ma questo è il film di Tonatiuh, che trasforma un ruolo che potrebbe facilmente scadere in una caricatura in qualcosa di profondo e pieno d’anima. Luna, dal canto suo, lavora di sottrazione: Valentín è un uomo abituato a reprimere, e l’attore restituisce quella rigidità senza renderla antipatica, lasciando che le crepe emergano con gradualità. Lopez fa Lopez, nel senso migliore: glamour calibrato, presenza scenica inarrestabile, un mix di Gilda e Rita Hayworth che funziona esattamente come dovrebbe. Non sta recitando: sta incarnando un archetipo, ed è precisamente quello che il ruolo richiede.

Visivamente, il film è un esperimento a metà. I numeri musicali sono girati con inquadrature ampie e lunghe, permettendo di vedere le coreografie di Sergio Trujillo senza il montaggio frenetico che affligge tanti musical contemporanei. Bene. Ma la fotografia digitale ad alta definizione stride con il materiale: manca quella texture, quella saturazione calda che renderebbe l’immersione nella fantasia davvero completa. Tobias Schliessler, direttore della fotografia, ci prova (contrasti cromatici, luci studiate) ma il risultato è pulito dove dovrebbe essere sensuale, lucido dove servirebbe patina. Non è colpa sua: è il limite strutturale del digitale quando vuole fingersi pellicola.

La sceneggiatura di Condon ha un problema di equilibrio. L’idea di concentrare i brani musicali solo nel film immaginato da Molina è intelligente, ma crea un dualismo netto: o sei nel musical scintillante, o sei nel dramma carcerario. L’interazione delicata tra dramma carcerario e pastiche hollywoodiano a volte stona invece di scivolare via. Manca un ponte emotivo più solido tra i due livelli, un momento in cui la musica non sia solo evasione ma anche rivelazione. Quando arriva (nella canzone “She’s a Woman”, concessa a Tonatiuh come momento di pura vulnerabilità) funziona alla grande. Ma sono troppo pochi, questi lampi.

Le musiche di John Kander, veterano 98enne, hanno la dignità di chi sa esattamente cosa sta facendo. Non sono orecchiabili come quelle di “Chicago”, né travolgenti come “Dreamgirls”. Sono musica da opera da camera, come Condon stesso ha dichiarato: intime, teatrali, costruite per sostenere il dramma piuttosto che esplodere in hit radiofoniche. Funzionano nel contesto, ma non ti fanno fischiettare all’uscita. Sam Davis, che firma la partitura orchestrale, costruisce un tappeto sonoro che oscilla tra tango argentino e fanfare hollywoodiane, senza mai risultare invadente. Il problema, semmai, è che a volte servirebbe più invadenza.

Alla fine, “Il bacio della donna ragno” è un film che merita rispetto più che entusiasmo. Condon tenta qualcosa di difficile: far convivere rigore politico e glamour camp, realismo carcerario e artificio musical, tutto con un budget che mostra i suoi limiti. Il film ha incassato appena 2 milioni di dollari a fronte di un budget di 30 milioni, un flop commerciale che conferma quanto sia complicato proporre musical adulti e sfaccettati al pubblico generalista. Ma il cinema non si misura solo al botteghino. Questo è un film che parla di minoranze, di corpi che resistono, di storie che non puoi cancellare nemmeno dietro le sbarre. E lo fa con sincerità, anche quando inciampa. Non è poco.

(Francesco Ippolito)

Il bacio della donna ragno Uscita Italia: quando e dove vedere il film

Il film è uscito negli Stati Uniti il 10 ottobre 2025, distribuito da Lionsgate Films, Roadside Attractions e LD Entertainment. Per l’Italia non risultano ancora accordi di distribuzione confermati al momento della stesura di questa recensione. Considerato il tiepido riscontro commerciale americano e la natura di musical indipendente, è probabile che arrivi in streaming o in circuiti d’essai piuttosto che nelle multisale.

Se dovesse approdare in sala, cercatelo nei cinema che programmano cinema d’autore o rassegne tematiche, sale come il Cinema Beltrade a Milano, il Farnese a Roma, lo Space a Firenze. Un film del genere non ha bisogno di IMAX: si gode meglio in sale di dimensioni medie, dove l’intimità claustrofobica della cella e lo sfarzo kitsch del musical possano dialogare senza sovrastare lo spettatore. Audio di qualità, quello sì: le coreografie meritano un impianto che restituisca dinamica e spazialità.

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