Pubblicità
FilmProssimamenteRecensioniSchede FilmTrailer

Era meglio domani 2025

0
(0)

Era meglio domani locandina

Era meglio domani
Diretto da Vinciane Millereau
Sceneggiatura di Vinciane Millereau, Julien Lambroschini
Prodotto da UGC, Les Films du 24, uMedia

Protagonisti: Elsa Zylberstein, Didier Bourdon, Mathilde Le Borgne, Céline Fuhrer, Maxim Foster, Aurore Clément, Didier Flamand, Romain Cottard

Fotografia: Philippe Guibert
Musiche: Romain Trouillet
Produzione: UGC, Les Films du 24, uMedia
Data di uscita: 2025-10-08
Durata: 103 minuti
Lingua: FR

Era meglio domani – Trama: Quando una lavatrice riscrive il destino

Una lavatrice moderna. È questo l’innesco che spara Michel ed Hélène Dupuis dal 1958 al 2025, quasi settant’anni avanti senza preavviso. Un corto circuito elettrico e i coniugi si ritrovano sradicati: lui, consulente di banca abituato a bocciare le idee migliori (supermercati, cinture di sicurezza, IKEA) per sostenere chi va a fondo in tre mesi; lei, casalinga perfetta tra aspirapolvere e panni stesi, con il solo orizzonte del decoro domestico. I ruoli erano chiari nel ’58: l’uomo decide, la donna lava. Solo che il 2025 ha altre regole.

Michel è un conservatore inconsapevole. Fa il gatekeeper senza saperlo, convinto che il mondo debba restare com’è. La figlia diciassettenne Jeanne ha una sola prospettiva: sposarsi bene. Peccato che resti incinta di André, figlio dei vicini, ragazzi senza arte né parte. Il figlio Lucien studia latino e si prepara a dominare, anche se non ha una briciola di carisma. Tutto fila per ruoli precostituiti, finché quella maledetta lavatrice non fa saltare il banco.

Era meglio domani
Immagine via TMDB

Il salto temporale li scaraventa in una Francia irriconoscibile. Tecnologia ovunque, donne che lavorano, guidano, decidono. Per Hélène è come aprire una finestra dopo anni di clausura. Scopre di poter esistere oltre il lavello, oltre il marito. Una carriera, un conto in banca, una carta di credito, persino il diritto di dire di no. Michel invece crolla: tutti i suoi privilegi (autorità domestica, decisioni unilaterali, supremazia salariale) vanno in pezzi. Il presente per lui è un cataclisma; per lei, una liberazione.

Il film di Vinciane Millereau gioca su questo ribaltamento, su come una coppia possa reagire quando i rapporti di forza si invertono. Non c’è nostalgia romantica per il passato: c’è invece l’osservazione di quanto fosse asfissiante per metà della popolazione. Resta da vedere se la commedia riesce a trasformare questo spunto in qualcosa di più della somma delle sue gag.

Era meglio domani: curiosità e retroscena di produzione

La regista Vinciane Millereau ha scritto la sceneggiatura insieme al marito Julien Lambroschini, sceneggiatore noto per aver lavorato con Gilles Lellouche e Mélanie Laurent. I due hanno due figli della stessa età dei ragazzi che appaiono nel film, un dettaglio che ha influenzato la scrittura. Il progetto è nato da una proposta di UGC Distribution centrata sui rapporti di genere, a cui Lambroschini ha aggiunto l’elemento del viaggio nel tempo. Non è il solito high concept: è una struttura narrativa costruita per mettere sotto pressione il patriarcato.

Didier Bourdon è stato scelto grazie ai suoi precedenti lavori con il produttore Olivier P. Kahn. La collaborazione con Elsa Zylberstein si è imposta come un’evidenza per la sua capacità di incarnare forza e decoro al personaggio di Hélène. La coppia funziona su carta e, a giudicare dalle reazioni del pubblico francese, anche sullo schermo. Il film ha conquistato quasi 900.000 spettatori in Francia, un successo che ha convinto i distributori italiani a puntarci.

Era meglio domani

Il decor del pavillon è stato ricostruito in studio, mentre gli esterni sono stati girati in Belgio. Le riprese si sono svolte tra settembre e novembre 2024. Una produzione rapida, efficiente, che non sembra aver avuto intoppi particolari. Il film è stato presentato in chiusura al Festival del Film Francophone d’Angoulême prima dell’uscita nelle sale francesi, nell’ottobre 2025.

Millereau è alla sua opera prima come regista. Prima era attrice, come molti registi francesi che hanno fatto il salto dietro la macchina da presa. La commedia come genere è un territorio minato: serve equilibrio tra leggerezza e sostanza, tra risate e riflessione. Il rischio è cadere nel predicatorio o nel semplicistico. Dalle dichiarazioni della regista emerge l’intenzione di non fare un film manicheo: il 2025 non è dipinto come paradiso assoluto, ma come mondo complesso, con progressi e nuove contraddizioni.

Era meglio domani – Recensione Completa: Divertente, ma poco incisivo

Elsa Zylberstein e Didier Bourdon tengono in piedi la baracca. Lei costruisce Hélène con progressione credibile: dal grigiore della sottomissione alla scoperta di una propria voce. Non è una trasformazione urlata, è graduata, precisa. Bourdon gioca sul registro della crisi maschile senza scadere nella macchietta, anche se ci va vicino. Michel è l’archetipo del maschio spaesato, incapace di adattarsi, eppure Bourdon riesce a renderlo patetico senza diventare insopportabile. La loro chimica funziona: tra i due c’è quella complicità che solo una coppia rodata può dare, anche se a volte la sceneggiatura li costringe in binari troppo prevedibili.

La regia di Millereau è pulita, classica, senza voli pindarici. Philippe Guibert alla fotografia ricostruisce il 1958 con palette desaturate, toni pastello da cartolina d’epoca, mentre il 2025 è reso con colori più freddi, digitali. È una scelta funzionale ma non particolarmente audace: Millereau privilegia la chiarezza narrativa rispetto alla sperimentazione visiva. Il film non ha ambizioni estetiche, punta tutto sulla storia e sui personaggi. Il problema è che la messa in scena non aggiunge nulla: inquadrature standard, montaggio lineare, nessun rischio. Manca quel tocco autoriale che potrebbe elevare il materiale da commedia onesta a opera memorabile.

La sceneggiatura è il punto debole. Lambroschini e Millereau hanno imbastito una premessa solida, ma poi si accontentano di percorrere binari già tracciati. Le situazioni comiche sono quasi tutte prevedibili: Michel che non capisce la tecnologia, Hélène che scopre il femminismo, i figli che si adattano meglio dei genitori. Funziona, ma senza sorprese. Il ritmo è uniforme, senza picchi né cadute: il film scorre via senza annoiare, ma anche senza lasciare il segno. I dialoghi hanno qualche buona battuta, ma spesso si affidano a facili contrapposizioni passato/presente. Il tono oscilla tra satira leggera e riflessione sociologica, senza trovare una sintesi convincente. Il finale è piuttosto scontato e prevedibile: tutto si risolve con l’apertura emotiva reciproca, senza vero conflitto drammatico.

Le musiche di Romain Trouillet fanno il loro lavoro senza infamia né lode. Accompagnano le scene senza disturbare, sottolineano i momenti emotivi con discrezione, ma non costruiscono atmosfera. È colonna sonora da commedia mainstream: serve a lubrificare il meccanismo narrativo, non a creare tensione o stratificazione emotiva. Non c’è un tema musicale che resti in testa, nessuna scelta sonora che sorprenda. Il suono è piatto, funzionale, dimenticabile.

Era meglio domani è una commedia che fa il suo mestiere: diverte, solleva qualche questione di genere, chiude i conti senza troppi sussulti. È un prodotto ben confezionato per un pubblico ampio, familiare, transgenerazionale. Ma è anche un film che si accontenta. Aveva le carte per essere più tagliente, più acuto, più coraggioso. Invece sceglie la strada della leggerezza a tutti i costi, evitando di affondare il coltello dove farebbe male davvero. Resta una commedia gradevole, nulla più.

(Francesco Ippolito)

Era meglio domani Uscita Italia: quando e dove vedere il film

Era meglio domani esce nelle sale italiane il 18 giugno 2026, distribuito da Filmclub Distribuzione e Minerva Pictures. Il film è stato presentato in anteprima l’11 aprile 2026 al Rendez-Vous – Festival del Nuovo cinema francese, al Cinema Nuovo Sacher di Roma, con la presenza della regista e della protagonista Elsa Zylberstein. Non è un blockbuster estivo, non richiede schermi enormi né effetti speciali. Va bene qualsiasi sala: l’importante è il pubblico giusto, quello disposto a ridere di stereotipi e a farsi qualche domanda sul presente.

Niente versione IMAX, niente Dolby Atmos. È cinema da sala media, da multisala o da cinema d’essai. Cercate programmazioni in lingua originale se volete cogliere le sfumature del francese parlato: i doppiaggi italiani tendono a smussare le ironie linguistiche. Se siete a Roma, Milano o altre città con tradizione francofona, probabilmente troverete proiezioni in V.O. sottotitolata. Altrimenti, accontentatevi del doppiaggio.

Film Correlati al Cinema

Les Visiteurs (1993) | Qu’est-ce qu’on a fait au Bon Dieu? (2014) | Il piccolo Nicolas e i suoi genitori (2009) | Peggy Sue si è sposata (1986)

Trailer

 

Leggi anche: Stand by Me – Ricordo di un’estate 1986

Vota questo film!

Media voti 0 / 5. Totale voti 0

Questo film non è ancora stato votato.

Notifiche push abilitate

Grazie per aver abilitato le notifiche!