Tony: quando il college cede alla cucina
Una sera a Provincetown, nel 1979, un diciannovenne ribelle abbandona il Vassar College e approda in cucina. Non immagina che quella stagione lo trasformerà in Anthony Bourdain. Non immagina nulla, in realtà — e questo è il punto.

La cucina come vocazione ritrovata
Matt Johnson dirige Tony attraverso la storia di un giovane ribelle, irrequieto e alla costante ricerca di se stesso, che trova nell’adrenalina delle cucine di basso rango e nella figura del suo inflessibile mentore la sua prima, vera ancora di salvezza. È un coming of age puro, non un biopic tradizionale: il film non racconta l’ascesa del Bourdain televisivo, quello che tutti conosciamo. Racconta l’attimo in cui tutto ruota.
La pellicola è basata sul bestseller Kitchen Confidential di Anthony Bourdain, con cui il cuoco ha raccontato gli aneddoti e il dietro le quinte del settore della ristorazione. Quella autobiografia, pubblicata nel 2000, era già uno squarcio sulle contraddizioni della professione, sul degrado e sulla bellezza simultanea di una cucina collettiva. Il film di Johnson ora retroagisce: mostra l’istante primordiale, il perché quel libro avrebbe avuto quella rabbia sincera.
Antonio Banderas e la regia del disordine
Un coming of age ironico e anticonvenzionale. Un’ode stravagante a tutte le persone fuori dal comune.
È il sottotitolo ufficiale, ma dice più di quanto sembri. A interpretare Bourdain nel film è Dominic Sessa, a cui si affiancano Leo Woodall, Antonio Banderas ed Emilia Jones. Banderas incarna il mentore-tiranno, il che è interessante: non è il Bourdain degli anni Novanta che insegna al giovane come vivere bene, ma il tipo di uomo che sa solo come sopravvivere. La differenza è abissale. E Matt Johnson, che ha diretto The Dirties e quella stravaganza di Baseball Songs, sa come far convivere il caos e la sensibilità in una stessa inquadratura. Qui, tra vapore di cucina e piatti rotti, il disordine non è grottesco: è la struttura stessa della ricerca di sé.
L’estate che non dimenticherà il cinema
Quando Bourdain scrive Kitchen Confidential avrà quaranta anni e una storia già complessa dietro. Questo film sospende il tempo proprio lì, nell’estate che genera quella storia. Non è nostalgia da boomers hippie, non è un apologia della cucina glamour. È il grido di qualcuno che ha trovato, per caso, una famiglia dentro la prima vera sconfitta della sua vita. Tony uscirà al cinema dal 27 agosto in Italia, distribuito da I Wonder Pictures, e arriva quando abbiamo sovrabbondanza di biopic autoreferenziali. Questa no. Questa arriva come una coltellata.
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