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La casa – Il risveglio del male 2023

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La casa - Il risveglio del male locandinaLa casa – Il risveglio del male
Diretto da Lee Cronin
Sceneggiatura di Lee Cronin
Prodotto da Pacific Renaissance Pictures, Wild Atlantic Pictures, New Line Cinema

Protagonisti: Lily Sullivan, Alyssa Sutherland, Morgan Davies, Gabrielle Echols, Nell Fisher, Mark Mitchinson, Jayden Daniels, Mirabai Pease

Fotografia: Dave Garbett
Musiche: Stephen McKeon
Produzione: Pacific Renaissance Pictures, Wild Atlantic Pictures, New Line Cinema
Data di uscita: 2023-04-12
Durata: 96 minuti
Generi: Horror, Thriller
Lingua originale: EN

La casa – Il risveglio del male – Trama

Beth arriva di notte a casa della sorella maggiore Ellie con l’intenzione di una visita veloce, magari risolutiva per una relazione che langue. Invece trova tre bambini affamati di attenzioni, un appartamento claustrofobico di Los Angeles e una donna esausta dal peso della maternità solitaria. “Mamma ti ama da morire” recita il tagline, e quella frase non è innocente: entro poche ore dalle mura di quella casa emergerà qualcosa che trasforma l’amore materno in un incubo.

Il catalizzatore è un libro antico, scoperto negli strati più profondi dell’edificio. Lily Sullivan interpreta Beth con una progressiva perdita di controllo che affonda le radici non nell’isteria, ma nella consapevolezza lucida di essere intrappolata. Alyssa Sutherland è Ellie, madre che nasconde dietro i gesti quotidiani una fragilità sempre sul punto di spezzarsi. I tre figli—Morgan Davies, Gabrielle Echols e Nell Fisher—non sono gregari della trama ma testimoni vulnerabili di un caos che non comprendono.

Lee Cronin costruisce l’orrore non subito, ma per accumulazione. Il libro non è semplicemente un grimorio: è il pretesto attraverso cui la casa stessa respira e si anima. Le entità che emergono incarnano una violenza cieca, istintiva, priva di scopo narrativo conveniente. Quello che potrebbe essere un semplice haunted house diventa un esame sulla tenuta psicologica di chi deve proteggere chi ama quando ogni protezione risulta vana.

La fotografia è deliberatamente piatta, quasi documentaristica nei momenti ordinari, poi si torce in prospettive sgradevoli quando l’impossibile inizia. Cronin non rincorre l’eleganza visiva ma la fisicità cruda: gli spazi familiari diventano ostili, le porte non sono uscite ma trappole. La colonna sonora sussurra piuttosto che colpisce, amplificando l’ansia rispetto all’adrenalina.

Perché vederlo

Il film ha incassato 147 milioni di dollari mondiali su un budget di 15 milioni, risultato che il voto TMDB di 6,9 non riesce a giustificare pienamente. Non è un capolavoro, è vero, ma rappresenta un horror che rifiuta la compiacenza: costruisce tensione dalla vulnerabilità emotiva piuttosto che da jump scare telegrafati. Se ami il genere ma sei stanco dei formula già rodati, Cronin qui immagina il terrore come qualcosa che conosce il tuo nome e sa come spezzarti. Adatto a chi sa che l’orrore migliore non è quello che fa saltare sulla sedia, ma quello che rimane appiccicato alla pelle dopo il finale.

Trailer

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