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Downsizing – Vivere alla grande 2017

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Downsizing - Vivere alla grande locandinaDownsizing – Vivere alla grande
Diretto da Alexander Payne
Sceneggiatura di Alexander Payne, Jim Taylor
Prodotto da Ad Hominem Enterprises, Gran Via Productions, Paramount Pictures

Protagonisti: Matt Damon, Christoph Waltz, Hong Chau, Kristen Wiig, Rolf Lassgård, Ingjerd Egeberg, Udo Kier, Søren Pilmark

Fotografia: Phedon Papamichael
Musiche: Rolfe Kent
Produzione: Ad Hominem Enterprises, Gran Via Productions, Paramount Pictures
Data di uscita: 2017-12-22
Durata: 140 minuti
Generi: Dramma, Fantascienza, Commedia
Lingua originale: EN

Downsizing – Vivere alla grande – Trama

Nel 2017 Alexander Payne affronta una premessa fantastica con la solita intelligenza critica che lo contraddistingue: e se gli esseri umani potessero rimpicciolirsi per vivere una vita più lussuosa? “Siamo destinati a qualcosa di più grande”, recita la tagline, con ironia consapevole. Paul Safranek e sua moglie Audrey sono una coppia ordinaria intrappolata nella mediocrità economica contemporanea. Quando scopre che il rimpicciolimento è scientificamente fattibile e promette prosperità, Paul abbraccia l’opportunità con speranza, trascinandovi dentro anche la moglie in un esperimento che cambierà tutto.

Matt Damon incarna Paul, un uomo grigio e frustrato dalla routine, interpretato con tonalità sommessa e credibile. Kristen Wiig è la moglie Audrey, inizialmente entusiasta ma poi travolta dai dubbi. La scoperta dell’essere umano rimpicciolito più simpatico della storia arriva con Ngoc Lan Tran, interpretata dalla straordinaria Hong Chau, una donna vietnamita che incarna il cuore emotivo del film. Christoph Waltz veste i panni di un edonista europeo, mentre Rolf Lassgård rappresenta l’aspetto più coscienziato dell’esperimento. I loro incroci creano una trama di relazioni complesse oltre la premessa fantascientifica.

Dopo il rimpicciolimento, Paul si ritrova in una comunità costruita ad hoc dove il suo patrimonio gli consente il lusso che mai aveva immaginato. Tuttavia, la scoperta che la popolazione mondiale continua a rimpicciolirsi per questioni ecologiche globali trasforma la narrazione da commedia leggera a riflessione etica sulla disuguaglianza. I temi del film toccano l’immigrazione, la ricchezza concentrata, l’isolamento dalle conseguenze del proprio egoismo consumistico. La trama si dilata in direzioni inaspettate, rivelando che il paradiso promesso cela problematiche sociali ampliate, non risolte.

Payne dirige con la sua caratteristica mano leggera ma penetrante, usando lo spazio ristretto della comunità rimpicciolita come metafora visiva dell’isolamento umano. La fotografia enfatizza contrasti tra il bianco sterile degli interni futuristici e l’umanità disordinata che vi abita. I 140 minuti consentono sviluppi narrativi non affrettati, permettendo al regista di alternare sequenze comiche a momenti di genuina melanconia, dove l’artificio visivo serve il dramma psicologico.

Perché vederlo

Con un budget di 68 milioni e incassi di appena 55 milioni, Downsizing è stato considerato un insuccesso commerciale, eppure il voto TMDB di 5.4/10 non rende giustizia alla sua ambizione. Il film non è un capolavoro finale, ma è un’opera cerebrale che fonde generi – fantascienza speculativa, dramma intimista, commedia sociale – in modo consapevolmente contraddittorio. Payne non vuole piacere uniformemente: la lentezza di presa della seconda metà, il tono grave che sostituisce il divertimento iniziale, la reticenza emotiva dei personaggi sono scelte deliberate. Consigliato a chi apprezza il cinema che pretende attenzione, non a chi cerca intrattenimento fluido. Una provocazione indigesta, ma efficace.

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