1917: quando il cinema di guerra diventa un’esperienza immersiva senza respiro

1917
Diretto da Sam Mendes
Sceneggiatura di Krysty Wilson-Cairns, Sam Mendes
Prodotto da DreamWorks Pictures, Reliance Entertainment, New Republic Pictures
Protagonisti: George MacKay, Dean-Charles Chapman, Mark Strong, Andrew Scott, Richard Madden, Claire Duburcq, Colin Firth, Benedict Cumberbatch
Fotografia: Roger Deakins
Musiche: Thomas Newman
Produzione: DreamWorks Pictures, Reliance Entertainment, New Republic Pictures
Data di uscita: 2019-12-25
Durata: 119 minuti
Lingua: EN
1917 – Trama: quando la guerra diventa tempo reale
Il generale Erinmore convoca due caporali dal riposo. È il 6 aprile del 1917, fronte occidentale: Blake e Schofield devono attraversare la terra di nessuno e portare un messaggio al colonnello Mackenzie. Senza quel foglio milleseicento uomini, tra cui il fratello di Blake, cammineranno dritti verso una trappola tedesca.
Blake è mosso dall’urgenza di salvare suo fratello. Schofield, più cinico, ha già visto abbastanza guerra da sapere che niente va mai come dovrebbe. Ma l’ordine è chiaro e il tempo è esaurito. Non c’è margine per dubbi, si parte, adesso.
Attraversano trincee fradice, camminano su cadaveri, si arrampicano nel fango verso il territorio nemico. La terra di nessuno è un inferno silenzioso di filo spinato e corpi appesi. Quando entrano nei bunker tedeschi abbandonati, ogni stanza potrebbe essere una trappola. Il primo ostacolo arriva subito: un pilota tedesco, salvato da un aereo in fiamme, pugnala Blake. Il ragazzo muore in pochi minuti, chiedendo a Schofield di non mollare.
Da quel momento, la missione è solo sua. Schofield si ritrova solo in un paesaggio che non somiglia più alla guerra raccontata nei libri: c’è una città distrutta, illuminata dai bengala. C’è un fiume in piena da attraversare. Una donna francese nascosta con un bambino. Ogni scena è un test di resistenza. Ogni passo è un rischio. E il tempo scorre, inevitabile come un orologio che ticchetta.
La struttura del film è quella del thriller più che del war movie classico. Niente discorsi patriottici, niente retoriche eroiche. Solo uno che deve correre, arrivare, fermare una carneficina. La tensione è fisica, concreta, non sai se ce la farà, e non sei sicuro che la guerra glielo permetterà.
1917 nel contesto: l’anomalia nella carriera di Mendes
Dopo i due James Bond (Skyfall e Spectre) Sam Mendes torna alla regia con un progetto che rappresenta il suo primo sforzo autoriale dal 2015. Non è un film da genere consolidato. È un esperimento narrativo, un ritorno a un cinema che punta tutto sulla forma, ma che non dimentica mai il contenuto. Mendes ha già dimostrato di saper lavorare con attori carismatici e budget alti, ma qui cambia registro: giovani sconosciuti, un’idea visiva estrema, e un racconto che parte dal nonno per diventare cinema puro.
Nel panorama dei film di guerra contemporanei 1917 si posiziona accanto a Dunkirk di Nolan, altro esperimento immersivo che sceglie la tensione sulla narrazione classica. Ma mentre Nolan frammentava il tempo, Mendes lo allunga. Dove Hacksaw Ridge, La battaglia di Mel Gibson puntava sul martirio cristiano e Salvate il soldato Ryan sulla coralità epica, 1917 si chiude in un tunnel stretto, due ragazzi, una missione, nient’altro.
È un film che cerca la purezza, eliminare tutto ciò che non è strettamente necessario al racconto. Niente sottotrame romantiche, niente storie di contorno elaborate. Solo l’essenziale. È un rischio, perché lascia poco spazio al respiro emotivo classico. Ma è anche un gesto di fiducia nel cinema come linguaggio visivo, Mendes scommette che basti seguire questi due ragazzi per due ore, passo dopo passo, per farci sentire tutto.
1917: curiosità e retroscena di produzione
L’idea del film nasce dai racconti del nonno del regista, Alfred H. Mendes, caporale diciannovenne scelto come messaggero del fronte occidentale nel 1917. Mendes ha dichiarato che il racconto gli è stato narrato quando aveva circa undici anni, e ci pensa da allora. Non si tratta della storia esatta del nonno, ma dello spirito che la permeava: sacrificio, paura, senso del dovere.
Il regista ha provato per sei mesi assieme al cast e alla troupe prima delle riprese. Il film è stato girato in una serie di lunghi piani sequenza la cui durata variava da pochi minuti fino a un massimo di circa 8-9 minuti, poi “cuciti” insieme in post-produzione. I punti di raccordo tra una ripresa e l’altra sono stati nascosti sfruttando elementi naturali o movimenti di camera specifici: passaggi nel buio, corpi che oscurano la lente, porte che si chiudono.

Il film è stato girato al 99% con un obiettivo Signature Prime da 40mm sull’ARRI ALEXA Mini LF, camera di cui Roger Deakins è stato il primo a ricevere un prototipo funzionante. Mendes ha avuto l’idea del piano sequenza guardando suo figlio giocare ai videogiochi, voleva che il pubblico sentisse ogni respiro e ogni passo dei personaggi.
Il film ha incassato 375 milioni di dollari in tutto il mondo nel primo trimestre del 2020. Ha ottenuto 10 candidature agli Oscar 2020 e vinto 3 statuette: migliore fotografia, effetti speciali e sonoro. La vittoria a sorpresa ai Golden Globes come Miglior Film Drammatico ha spinto le stime d’apertura da 20 a 37 milioni di dollari nel weekend di debutto americano. In Italia ha esordito con 2,155 milioni di euro in 531 sale.
1917: Recensione — Mendes azzera la retorica e trova il cinema
George MacKay tiene sulle spalle tutto il peso del film dopo la morte di Blake, e lo fa con una fisicità rara: sudato, sporco, terrorizzato. Non recita l’eroismo, recita la sopravvivenza. Dean-Charles Chapman ha poco tempo per costruire il personaggio, ma basta, la sua morte arriva quando meno te l’aspetti, e colpisce proprio per questo. I camei di Colin Firth, Benedict Cumberbatch e Mark Strong sono brevi ma funzionali, volti riconoscibili che ancorano la storia a una gerarchia militare concreta.
La fotografia di Roger Deakins non è mai decorativa. La scena del paese in fiamme, con i bengala che esplodono nel cielo notturno e proiettano ombre mobili sui muri crollati, è puro cinema espressionista trapiantato nella trincea. Ogni inquadratura ha un punto di fuga preciso, una luce che guida lo sguardo. Deakins costruisce la tensione con il buio e l’attesa, non serve lo stacco per far salire l’ansia, basta rallentare il movimento, stringere il campo, lasciare che il silenzio diventi insopportabile.
La sceneggiatura di Sam Mendes e Krysty Wilson-Cairns funziona proprio perché rinuncia alla complessità narrativa. È una struttura lineare, quasi primitiva, andare da A a B. I dialoghi sono asciutti, mai retorici. Forse si sente la mancanza di una pausa vera, di un momento che lasci respirare oltre la pura azione. Ma è una scelta, Mendes vuole lo spettatore incollato a Schofield, senza tregua. E funziona.
Le musiche di Thomas Newman intervengono poco, ma quando lo fanno sono devastanti: la corsa finale, con l’orchestra che esplode mentre Schofield attraversa la trincea piena di soldati che corrono verso la morte, è puro cinema viscerale. Newman sa quando stare zitto e quando urlare. Il sonoro, premiato con l’Oscar, lavora sul contrasto: il silenzio della terra di nessuno, poi l’esplosione improvvisa. Nessun preavviso, nessuna colonna sonora che ti prepara. Come nella guerra vera.
1917 non è perfetto, la scena con la donna francese e il bambino sembra inserita per umanizzare Schofield, ma rallenta il ritmo senza aggiungere molto. Eppure è un dettaglio. Il resto è un film che azzera la retorica bellica e costruisce tensione pura. Non racconta la guerra come epica o tragedia, la racconta come esperienza. Corri, cadi, ti rialzi. E alla fine, forse, ce la fai. Ma non sei più lo stesso. Mendes ha fatto un film che sta tra Orizzonti di gloria di Kubrick, per il senso di assurdità militare, e i videogiochi in soggettiva. Un esperimento riuscito che sposta il fronte del war movie. Vale ogni minuto.
(Francesco Ippolito)
1917 Uscita Italia: quando e dove vedere il film
In Italia, il film è stato distribuito da 01 Distribution a partire dal 23 gennaio 2020. Mendes ha voluto un’uscita in sala importante, con proiezioni IMAX per sfruttare al massimo il lavoro di Deakins. La fotografia in grande formato diventa parte integrante dell’esperienza: vedere 1917 su uno schermo piccolo è come leggere una partitura orchestrale senza ascoltarla.
Dal 23 luglio 2020, in Italia, è disponibile in streaming sulla piattaforma Netflix. Il film ha avuto un’edizione home video curata, con un reparto tecnico straordinario anche in 4K. Ma se potete, cercate una sala. È un film fatto per il cinema, non per il divano.
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