Il collezionista di carte 2021
Il collezionista di carte
Diretto da Paul Schrader
Sceneggiatura di Paul Schrader
Prodotto da Redline Entertainment, LB Entertainment, Enriched Media Group
Protagonisti: Oscar Isaac, Tiffany Haddish, Tye Sheridan, Willem Dafoe, Alexander Babara, Bobby C. King, Ekaterina Baker, Bryan Truong
Fotografia: Alexander Dynan
Musiche: Robert Levon Been, Giancarlo Vulcano
Produzione: Redline Entertainment, LB Entertainment, Enriched Media Group
Data di uscita: 2021-09-03
Durata: 112 minuti
Generi: Dramma, Thriller, Crime
Lingua originale: EN
Il collezionista di carte – Trama
Oscar Isaac incarna William Tell, un uomo che ha scelto di vivere ai margini: ex militare trasformato in giocatore d’azzardo minore, immerso in quella zona grigia dove il rischio è l’unico linguaggio rimasto. La tagline “Niente accade per caso” non è uno slogan vuoto, è la filosofia che governa ogni incontro, ogni carta girata. La vita ordinaria, quasi invisibile, di Tell viene bucata dall’apparizione di Cirk, un ragazzo pieno di rabbia che insegue una vendetta contro qualcuno del passato che condividono.
L’ingresso di Tye Sheridan come Cirk rappresenta il caos che irrompe nell’ordine metodico di Tell. Non è semplicemente un giovane in cerca di riscatto, è il ricordo vivente di ferite mai cicatrizzate, una leva emotiva che Tell non poteva prevedere. Tiffany Haddish nei panni di Linda, la misteriosa finanziatrice, agisce come regista invisibile di questo gioco, con motivazioni proprie che emergono gradualmente. Willem Dafoe completa il quadro come figura del passato che incarna il male che entrambi cercano, in modi diversi, di affrontare.
Quello che emerge è un thriller psicologico sulla redenzione impossibile. Schrader costruisce una narrativa dove il gioco d’azzardo non è metafora vuota ma specchio, il controllo è illusione, il destino incalcolabile. Tell credeva di poter proteggere sé stesso rimanendo anonimo; Cirk crede di poter cambiarsi entrando in quel mondo. I casinò diventano palcoscenico di una danza morale dove ogni giocata è confessione. L’atmosfera è quella di un noir contemporaneo, dove il sole splende ma la luce è sempre falsa.
Schrader filma con una precisione fredda che ricorda i suoi insegnamenti teorici sul cinema. Le inquadrature sono dritte, i colori desaturati, gli spazi pubblici trasformati in celle. La colonna sonora non fornisce consolazione emotiva ma accompagna con distacco. Le scene nei casinò hanno quel rigore quasi documentaristico che le rende inquietanti: niente spettacolarità, solo la ripetitività del rituale.
Perché vederlo
Gli incassi si sono fermati a 5 milioni di dollari al botteghino mondiale, e il voto TMDB (6.1/10) suggerisce una ricezione tiepida. Non è un film facile, né pretende di esserlo. Schrader a 75 anni non ha alcun interesse nel soddisfare, quello che offre è uno studio sull’immobilismo spirituale, una trama dove nessuno vince davvero. È adatto a chi apprezza il thriller introspettivo sul genere di The Card Counter, a chi legge il gioco come leitmotiv psicologico e non come spettacolo. Se cerchi catarsi, questo film la nega. Se cerchi sincerità sul fallimento della redenzione umana, è un percorso che vale affrontare.
Trailer

