El Dorado 1966
El Dorado
Diretto da Howard Hawks
Sceneggiatura di Leigh Brackett
Prodotto da Paramount Pictures, Laurel Productions
Protagonisti: John Wayne, Robert Mitchum, James Caan, Charlene Holt, Paul Fix, Arthur Hunnicutt, Michele Carey, R.G. Armstrong
Fotografia: Harold Rosson
Musiche: Nelson Riddle
Produzione: Paramount Pictures, Laurel Productions
Data di uscita: 1966-12-17
Durata: 126 minuti
Generi: Western, Dramma
Lingua originale: EN
El Dorado – Trama
Nella valle di El Dorado, un ricco allevatore di nome Bart Jason vuole appropriarsi di tutta la terra della zona per farne un unico, sterminato pascolo di sua proprietà. Per riuscirci, ingaggia un pistolero di professione, Cole Thornton (John Wayne), incaricandolo di intimidire la famiglia MacDonald e costringerla a cedere i diritti sull’acqua che alimenta i loro campi. Arrivato in paese, Thornton scopre però che lo sceriffo locale, J.P. Harrah, è un suo vecchio amico, e la scoperta cambia tutto, rifiuta l’incarico e lascia la valle, non prima di uno scontro violento con uno dei figli MacDonald che gli costerà una ferita destinata a tornare pericolosamente a tormentarlo.
Quando, mesi dopo, Thornton fa ritorno a El Dorado, trova una situazione ben diversa da quella che aveva lasciato: Harrah si è lasciato consumare dall’alcol dopo una delusione sentimentale, incapace ormai di garantire l’ordine che il proprio distintivo dovrebbe rappresentare, mentre Jason ha assoldato una banda di pistoleri professionisti guidata dallo spietato Nelse McLeod per finire il lavoro. Thornton si rimette in viaggio insieme a un giovane e inesperto compagno, soprannominato Mississippi (James Caan) per le sue origini, deciso a rimettere in sesto l’amico sceriffo e a restituire un minimo di equilibrio a una valle ormai sull’orlo della guerra aperta. Ad affiancarli, con la saggezza di chi ha visto passare più di una stagione di violenza, si aggiunge il vecchio Bull Harris, ex cacciatore di indiani.
Hawks costruisce la tensione non attraverso una progressione di scontri a fuoco, ma attraverso il ritratto quotidiano di uomini che si preparano a una battaglia sapendo già, con lucida rassegnazione, quanto potrebbe costare loro. Gli eroi mangiano insieme, parlano dei propri acciacchi fisici, scherzano su una morte che sembra osservarli dal margine della stanza senza fretta di intervenire. Il confronto finale, quando arriva, non è tanto una sparatoria spettacolare quanto la conferma di una scelta già presa, già metabolizzata da tempo, dentro ciascuno di loro.
Curiosità sul film
- El Dorado è il secondo capitolo di quella che i critici chiamano la “trilogia informale” di Howard Hawks sullo sceriffo assediato in un piccolo avamposto di frontiera, aperta da Un dollaro d’onore (Rio Bravo, 1959) e chiusa poi da Rio Lobo (1970) — tutti e tre con John Wayne protagonista. La sceneggiatrice Leigh Brackett, che firmò tutti e tre i copioni, raccontò di aver riscritto più volte la storia originale proprio perché, avvicinandosi le riprese, si rendeva sempre più conto di quanto stesse “rifacendo Rio Bravo da capo” — cosa che, a suo dire, la faceva stare male, non amando ripetere se stessa.
- Nella sceneggiatura originale di Brackett, il personaggio di Wayne moriva alla fine del film: una versione che lei considerava la sceneggiatura più riuscita mai scritta in vita sua, ma che venne poi modificata in corso di lavorazione.
- Curiosamente, fu lo stesso John Wayne, dopo aver letto la prima stesura dello script, a chiedere di poter interpretare lo sceriffo alcolizzato J.P. Harrah invece del pistolero Thornton — richiesta che gli venne negata, con il ruolo assegnato infine a Robert Mitchum.
- Il film fu girato in Technicolor tra Old Tucson, in Arizona, e Kanab, nello Utah, due delle location western più utilizzate da Hollywood in quegli anni.
- I dipinti che scorrono durante i titoli di testa sono opera di Olaf Wieghorst, pittore specializzato in scene di vita western che nel film interpreta anche un piccolo ruolo, quello del colono Swede Larsen.
- Robert Mitchum descrisse in seguito il metodo di lavoro di Hawks sul set con una battuta rimasta celebre: quando gli chiese quale fosse la storia del film, il regista gli rispose semplicemente “Nessuna storia, solo personaggi” — girando le scene una alla volta, quasi in isolamento tra loro, per poi assemblarle in un secondo momento.
Perché vederlo
Con un voto di 7.4 su TMDB e un incasso di circa 6 milioni di dollari a fronte di un budget di 4,65 milioni, El Dorado non rappresenta né un successo esplosivo né un fallimento sommerso, è semplicemente quello che Hawks voleva realizzare, un’elegia travestita da western. Se avete apprezzato Un dollaro d’onore, questo film non ne è una semplice ripetizione, ma una conversazione con l’opera precedente, una risposta sulla vecchiaia e sulla dignità che non si negozia nemmeno quando il corpo comincia a cedere. È un film raccomandato a chi sostiene che il genere western fosse già morto negli anni sessanta e cerca una controprova di intelligenza narrativa, qui la posta in gioco non è mai solo il possesso della terra, ma il diritto di un uomo, pistolero o sceriffo che sia, di decidere ancora, fino all’ultimo, chi vuole essere.
Film correlati
- Un dollaro d’onore (Rio Bravo, 1959) di Howard Hawks — il capostipite di questa informale trilogia, con lo stesso nucleo narrativo di pistolero, sceriffo, vecchio saggio e giovane pistolero assediati in un avamposto di frontiera.
- Un dollaro di sabbia (Rio Lobo, 1970) di Howard Hawks — il terzo capitolo, ancora con John Wayne, che chiude idealmente il cerchio tematico aperto da Rio Bravo.
- Gli implacabili (The Sons of Katie Elder, 1965) di Henry Hathaway — altro western con John Wayne costruito attorno al peso della lealtà familiare e della vendetta come eredità difficile da portare.
- Sfida a El Diablo (1970) di Nathan Juran — western crepuscolare che condivide con El Dorado la stessa attenzione malinconica al tramonto fisico e morale dei propri protagonisti.
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