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Dolor y gloria 2019

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Dolor y gloria locandinaDolor y gloria
Diretto da Pedro Almodóvar
Sceneggiatura di Pedro Almodóvar
Prodotto da El Deseo, TVE

Protagonisti: Antonio Banderas, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Julieta Serrano, Penélope Cruz, César Vicente, Asier Flores

Fotografia: José Luis Alcaine
Musiche: Alberto Iglesias
Produzione: El Deseo, TVE
Data di uscita: 2019-03-22
Durata: 114 minuti
Generi: Dramma
Lingua originale: ES

Dolor y gloria – Trama

Salvador Mallo è un regista che sente il peso dei suoi sessant’anni. Malattie, solitudine, il ricordo di film che ha girato quando ancora credeva di poter cambiare il mondo: tutto questo lo tiene fermo in una Madrid grigia, dove il passato e il presente si intrecciano senza tregua. La tagline del film non mente: “il crepuscolo della carriera” è proprio questo, ma anche qualcosa di più profondo, la ricerca di significato quando il tempo inizia a scarseggiare.

Antonio Banderas interpreta Salvador non come un uomo sconfitto ma come qualcuno che ha imparato a convivere con le ferite, anche se non sempre riesce. Accanto a lui c’è Asier Etxeandia, nei panni di Félix, un attore che ha lavorato con Salvador anni fa e che riappare improvvisamente nella sua vita, portando con sé rimorsi non risolti e domande scomode. Leonardo Sbaraglia rappresenta invece un frammento del passato più remoto, quello della giovinezza e delle scelte irreversibili.

Almodóvar non costruisce una trama lineare ma un mosaico di memorie. Salvador ricorda la madre, i primi film, gli amanti perduti. Ogni ricordo è un piccolo terremoto che lo obbliga a guardare le cose da angolazioni diverse. La riunione con Félix diventa il pretesto per esaminare come un uomo interpreti il proprio passato, come giustifichi le proprie azioni, come viva con le conseguenze di ciò che ha fatto.

La tavolozza di Almodóvar qui è meno vivace rispetto ai suoi film precedenti: i rossi sono più opachi, gli spazi domestici respirano una malinconia nordica. La cinematografia di José Luis Alcaine sottolinea come la bellezza non sia scomparsa dalla vita di Salvador, ma sia diventata una cosa fragile, da toccare con cautela. Anche la colonna sonora sceglie la sobrietà, permettendo al silenzio di diventare parte della narrazione.

Perché vederlo

Dolor y gloria ha incassato 37 milioni di dollari a fronte di un budget di circa 11 milioni, un risultato che testimonia come il cinema di Almodóvar mantenga ancora una presa sul pubblico, nonostante la sua struttura riflessiva e poco adatta al consumo veloce. Il voto TMDB di 7.37 è inferiore a capolavori come “Acciaio blu” o “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, ma non perché il film sia debole, piuttosto perché richiede una pazienza che non tutti i fruitori di piattaforme hanno. È adatto a chi ha vissuto almeno un fallimento, a chi conosce il peso di non aver detto certe cose, a chi capisce che la creatività non salva dalla fragilità umana. La performance di Banderas è l’ancora narrativa più solida della sua carriera recente.

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