Calle Málaga 2025

Calle Málaga
Diretto da Maryam Touzani
Sceneggiatura di Maryam Touzani
Prodotto da Ali’n Productions, Les Films du Nouveau Monde, Mod Producciones
Protagonisti: Carmen Maura, Marta Etura, Ahmed Boulane, Miguel Garcés, María Alfonsa Rosso, La Imèn, Tarik Rmili, Mohamed Naimane
Fotografia: Virginie Surdej
Musiche: Freya Arde
Produzione: Ali’n Productions, Les Films du Nouveau Monde, Mod Producciones
Data di uscita: 2025-10-31
Durata: 116 minuti
Lingua: ES
Calle Málaga – Trama: Una donna che rifiuta di arrendersi
Nel cuore pulsante di Tangeri, dove il Mediterraneo incontra l’Atlantico e le culture si intrecciano da secoli, vive María Ángeles, una donna spagnola di 79 anni che ha fatto del Marocco la sua patria. Nata da genitori spagnoli fuggiti dalla dittatura franchista negli anni ’30, María ha trascorso tutta la sua vita in un appartamento luminoso affacciato sulla vivace Calle Málaga, costruendo nel corso di quarant’anni un universo fatto di ricordi, affetti e rituali quotidiani che scandiscono le sue giornate con precisione quasi liturgica. Ogni mattina percorre le viuzze della medina scambiando saluti con i venditori del souk, torna a casa con le spezie fresche, prepara le sue croquetas ascoltando boleri dal suo amato giradischi e cura i gerani rossi sul balcone con la stessa devozione con cui custodisce i ricordi del marito defunto.
L’equilibrio di questa esistenza serena viene però brutalmente spezzato dall’arrivo improvviso di sua figlia Clara, infermiera che vive a Madrid e che porta con sé una notizia devastante: ha deciso di vendere l’appartamento, intestato a suo nome, per far fronte a problemi economici legati a un divorzio complicato. Per María questo non significa solo perdere quattro mura, ma veder cancellata un’intera esistenza, un’identità costruita pietra su pietra in quella comunità spagnola ormai sempre più esigua che ancora resiste nel cuore di Tangeri. Il conflitto generazionale esplode con forza: da una parte Clara, pragmatica e sfinita dalle difficoltà della vita moderna, che non comprende l’attaccamento viscerale della madre a un luogo così lontano dalla “civiltà” europea; dall’altra María Ángeles, determinata a non lasciarsi sradicare, pronta a combattere con ogni mezzo per difendere il suo diritto a scegliere dove e come invecchiare.

Quando l’appartamento viene svuotato dai suoi mobili antichi e dai suoi oggetti preziosi, venduti a un commerciante di antiquariato di nome Abslam, María Ángeles si rifiuta di arrendersi. Con ostinazione caparbia e un pizzico di follia, inizia a riacquistare pezzo per pezzo i suoi mobili, a riconquistare il suo spazio vitale con una tenacia che stupisce e commuove l’intera comunità. In questo processo di riappropriazione della propria vita, María scopre qualcosa di inaspettato: la possibilità di rinascere, di riscoprire la sensualità e il desiderio in un’età in cui la società vorrebbe relegarla all’invisibilità. Il rapporto con Abslam si trasforma in una storia d’amore matura e sensuale, raccontata da Maryam Touzani con delicatezza ma senza pudori, celebrando l’intimità fisica come diritto inalienabile anche nella terza età.
Accompagnata dalla presenza silenziosa della sua migliore amica, Suor Josefa, una religiosa che ha fatto voto di silenzio ma che ascolta con sguardo complice le confessioni piccanti di María, la protagonista affronta la sua battaglia con humor, dignità e una vitalità contagiosa. Il film diventa così un inno alla libertà, all’autodeterminazione e alla bellezza dell’invecchiare senza arrendersi, raccontando come gli spazi fisici che abitiamo contengano non solo oggetti ma memorie, identità e un senso profondo di appartenenza che nessuna logica economica può cancellare. Il finale, volutamente ambiguo, lascia lo spettatore con il respiro sospeso, testimoniando la complessità delle relazioni familiari e la difficoltà di trovare soluzioni semplici a conflitti che toccano le corde più profonde dell’esistenza umana.
Calle Málaga: curiosità e retroscena di produzione
Il film nasce da un bisogno profondo della regista di riconnettersi con i suoi ricordi e riportarli in vita, ispirato dalla nonna spagnola di Maryam Touzani che si era trasferita a Tangeri da giovane e vi rimase per tutta la vita, senza mai immaginare di lasciare la città che adorava. Ma c’è un elemento ancora più personale che ha innescato la scrittura: il film è nato dal lutto, dopo che Touzani aveva perso sua madre, e inconsciamente aveva bisogno di continuare a parlare con lei, rendendo il processo di scrittura un tentativo di mantenere questa stretta connessione. Ci sono molti elementi della madre e della nonna della regista nel personaggio di María, e poiché la nonna era spagnola, Touzani è cresciuta parlando spagnolo a casa, rendendo questa la sua prima opera in lingua spagnola.
Il film è una coproduzione internazionale tra Marocco (Ali n’ Productions), Francia (Les Films du Nouveau Monde), Spagna (Mod Producciones), Germania (One Two Films) e Belgio (Velvet Films), con la partecipazione di RTVE e Movistar Plus+. Il progetto ha ricevuto un contributo di produzione di 551.289 euro dall’Instituto de Cinematografía y Audiovisuales spagnolo nel settembre 2024 e 500.000 euro da Eurimages nel novembre 2024. Le riprese principali si sono svolte a Tangeri, Marocco, e si sono concluse nel gennaio 2025, con la regista che ha scelto di girare interamente in location reali piuttosto che in studio per catturare l’anima autentica dei luoghi.

Sebbene Touzani non avesse scritto specificamente pensando a Carmen Maura, l’attrice si innamorò del personaggio non appena lesse la sceneggiatura, notando che María Ángeles è molto simile a lei stessa: entrambe hanno joie de vivre, vitalità e passione. Maura si trasferì a Tangeri alcune settimane prima dell’inizio delle riprese per avvicinarsi il più possibile alla verità del suo personaggio, scegliendo un appartamento a 50 metri dalla sua casa sullo schermo e, dopo aver depositato i bagagli, scomparve per ore perdendosi felicemente nella medina, con tutti preoccupati, ma lei tornò deliziata da questo primo autentico incontro.
La regista aveva avvertito Maura di due difficoltà: sarebbe stata presente ogni giorno, in ogni sequenza, e avrebbe dovuto essere nuda in una scena, cosa che per la prima volta in tutta la sua carriera un regista le chiedeva, e se dieci anni prima avrebbe detto no, ora si sentiva libera e senza nulla da dimostrare, esplorando l’invecchiamento come ultima frontiera di libertà. Attraverso lunghe conversazioni, Carmen comprese l’intenzione: mostrare il suo corpo che invecchia con le sue rughe non era banale o voyeuristico, ma una dichiarazione di bellezza e resilienza. L’attrice ha anche scoperto le meraviglie di Tangeri e ha stretto un legame con il suo partner sullo schermo, Ahmed Boulane, un regista e attore marocchino che ha imparato lo spagnolo per la parte.
Calle Málaga: Recensione Completa: Un inno alla vita e alla libertà
La performance di Carmen Maura è semplicemente magistrale, una delle migliori della sua lunga e straordinaria carriera. A 80 anni, l’attrice che fu musa di Pedro Almodóvar ritrova finalmente un ruolo da protagonista all’altezza del suo talento, regalando un ritratto di donna anziana che sfugge a ogni stereotipo. Il suo volto espressivo, quegli occhi grandi che hanno definito il cinema del regista spagnolo, raccontano ogni emozione con una naturalezza disarmante: la gioia semplice delle piccole cose, la rabbia silenziosa della sopraffazione, il dolore della perdita e, inaspettatamente, il desiderio fisico e la sensualità di una donna che non ha alcuna intenzione di diventare invisibile. Maura riesce nel miracolo di rendere María Ángeles magnetica ed eccentrica, terrena e pratica su alcune questioni, vertiginosamente irrazionale su altre, ma sempre fedele a se stessa, creando un personaggio indimenticabile che porta sulle spalle l’intero film con energia straordinaria.
La regia di Maryam Touzani conferma il talento di una delle voci più interessanti del cinema marocchino contemporaneo, pur non raggiungendo forse la raffinatezza del suo precedente “Il caffè azzurro”. Il suo approccio gentile e caloroso trasforma una storia che potrebbe essere cupa in un racconto luminoso e vitale, grazie anche alla fotografia dorata di Virginie Surdej che immerge Tangeri in una luce quasi mistica, alternando gli interni color tramonto dell’appartamento di María alle viuzze colorate e vivaci della medina. La macchina da presa segue la protagonista frontalmente, tenendoci sempre immersi nel suo sguardo e nelle sue emozioni, creando un’intimità fisica con il personaggio che rende ogni sua sofferenza palpabile. La scelta di girare in location reali dona al film un’autenticità tangibile, facendo della città stessa un personaggio fondamentale della narrazione.
Sul piano della sceneggiatura, scritta dalla stessa Touzani insieme al marito Nabil Ayouch, il film mostra alcune debolezze strutturali che ne limitano parzialmente la portata. Il personaggio di Clara, la figlia, risulta troppo monodimensionale, ridotto a figura antagonista senza sufficienti sfumature psicologiche che permettano di comprendere davvero le ragioni profonde del conflitto madre-figlia.
(Francesco Ippolito)
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