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Se domani non torno debutta a Roma: il film di Randi sulla Cecchettin

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Oggi a Roma, nell’anteprima alla Festa del Cinema, arriva il film che il padre di Giulia Cecchettin ha voluto: la storia di una famiglia spezzata dall’11 novembre 2023, trasformata in testimonianza collettiva. Paola Randi dirige Se domani non torno con Filippo Timi e Sabrina Martina, nei cinema tra due settimane.

Se domani non torno debutta a Roma: il film di Randi sulla Cecchettin - Se domani non torno
Via TMDB

Quando la memoria diventa responsabilità

La pellicola racconta la tragica vicenda del femminicidio di Giulia Cecchettin, avvenuto nel 2023 per opera dell’ex fidanzato Filippo Turetta. Ma dire così è riduttivo. Il film è liberamente ispirato al libro Cara Giulia, scritto da Gino Cecchettin con Marco Franzoso. Non è un documentario su un delitto: è la voce di chi ha perso una figlia e ha deciso di non tacere.

La famiglia trova la forza di trasformare una tragedia privata in un impegno pubblico, dando voce a un messaggio di consapevolezza e cambiamento. Attraverso il ricordo di Giulia e della sua vita spezzata, il film riflette sul dramma del femminicidio e sulle radici culturali della violenza di genere.

Dichiarazioni

È questa la direzione che il padre auspica per Se domani non torno: raccontare la vita di Giulia per promuovere il cambiamento.

Dietro questa frase c’è la scelta consapevole di non costruire cinema dal sangue, ma di trasformare il dolore in lezione. Gino Cecchettin ha guardato il lutto come terreno di responsabilità civile: non vuole giustizia narrativa, vuole che il film parli alle persone vive di cosa significa educare le nuove generazioni alla parità.

Il cinema come atto di resistenza

Se domani non torno è stato girato in 6 settimane interamente in Veneto, a Padova, prodotto da Notorious Pictures in collaborazione con Mediaset e Sky, e uscirà nelle sale italiane il 5 novembre 2026, a tre anni dalla morte di Giulia. La scelta della data non è casuale: è un anniversario di lotta, non di rassegnazione. Il titolo è ispirato ai versi della poesia di Cristina Torres Cáceres divenuta simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Prima ancora di essere un film, è un atto politico.

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