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Thor: Ragnarok 2017

3.7
(3)

Thor: Ragnarok locandinaThor: Ragnarok
Diretto da Taika Waititi
Sceneggiatura di Craig Kyle, Christopher L. Yost
Prodotto da Marvel Studios

Protagonisti: Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Tom Hiddleston, Cate Blanchett, Idris Elba, Jeff Goldblum, Tessa Thompson, Karl Urban

Fotografia: Javier Aguirresarobe
Musiche: Mark Mothersbaugh
Produzione: Marvel Studios
Data di uscita: 2017-10-02
Durata: 131 minuti
Generi: Azione, Fantascienza, Commedia
Lingua originale: EN

Thor: Ragnarok – Trama

Chris Hemsworth si ritrova prigioniero dall’altra parte dell’universo, spogliato del suo martello Mjolnir e lontano da tutto ciò che conosce. Nel frattempo Asgard affonda nel caos; una nuova minaccia, la dea della morte Hela (Cate Blanchett), ha invaso il regno e sta portando avanti il Ragnarok, la profezia della fine dei tempi asgardiani. Nessun martello, nessun problema, così recita il manifesto di questo film, che capovolge l’idea stessa dell’eroe invincibile costringendolo a reinventarsi da zero, senza le certezze a cui si era sempre affidato.

Il viaggio di Thor non è solitario. Mark Ruffalo compare come Hulk, intrappolato da anni in una prigione aliena tra gladiatori, ormai convinto di essere la creatura dominante di quel mondo. L’incontro tra i due Avengers diventa uno scontro pubblico, gestito dal piccolo ma astuto Jeff Goldblum (nei panni del Grandmaster), che vede in Thor solo un nuovo combattente da sfruttare per il proprio intrattenimento. Tom Hiddleston ritorna come Loki, ancora una volta in bilico tra tradimento e redenzione, mentre Idris Elba incarna Heimdall, guerriero leale che ha visto la gloria di Asgard dissolversi sotto i propri occhi. Ad affiancare Thor in questo mondo alieno si aggiunge anche una nuova, fondamentale alleata, una guerriera dal passato tormentato che porta con sé i propri fantasmi.

Waititi costruisce il film su uno schema di riconciliazioni forzate: Thor deve convincere Hulk a smettere di combattere, deve provare a redimere suo fratello Loki, deve accettare che il suo mondo, e la sua stessa identità di erede al trono, non sopravviveranno intatti a questa crisi. La regia gioca su questa frammentazione, alternando sequenze di battaglia sontuose a momenti comici dove la vulnerabilità dei personaggi emerge senza mai scivolare nel patetismo. Hela non è un’avversaria dal cuore nascosto, è semplicemente inarrestabile, e questo spostamento di prospettiva rispetto ai precedenti capitoli cambia tutto, anche il modo in cui lo spettatore percepisce la posta in gioco.

Curiosità sul film

  • Circa l’80% dei dialoghi del film fu improvvisato sul set, una scelta voluta da Waititi per costruire un’atmosfera “libera e collaborativa” tra gli attori, in particolare con Jeff Goldblum, incoraggiato esplicitamente a rendere il Grandmaster il più possibile suo.
  • Il personaggio di Korg, l’alieno di roccia dal carattere gentile e pacato, è doppiato dallo stesso Taika Waititi tramite motion capture: il regista costruì la sua voce e il suo umore ispirandosi ai buttafuori polinesiani che era solito incontrare in Nuova Zelanda, un contrasto voluto tra la mole imponente del personaggio e la sua indole quasi timida.
  • Cate Blanchett accettò il ruolo di Hela soprattutto per accontentare i suoi figli, grandi appassionati dei fumetti Marvel, fu proprio il figlio maggiore a convincerla che si trattava di un’occasione importante per la sua carriera.
  • Fu lo stesso Waititi, prima ancora di essere ufficialmente ingaggiato da Marvel, a costruire un “sizzle reel” di presentazione del proprio stile visivo montato sulle note di “Immigrant Song” dei Led Zeppelin: secondo il regista, fu proprio quella scelta musicale a convincere i dirigenti dello studio ad affidargli il film.
  • La sequenza in cui Thor incontra Stephen Strange, interpretato da Benedict Cumberbatch, fu scritta e girata quasi all’ultimo minuto da Waititi per sfruttare gli scenografici set di Doctor Strange prima che venissero smantellati.
  • Il compianto Stan Lee compare, come da tradizione, in un cameo: interpreta il barbiere che taglia i lunghi capelli di Thor prima del combattimento nell’arena, un momento tanto buffo quanto simbolico della trasformazione del personaggio.
  • Gran parte del film fu girata sulla Gold Coast australiana, e Waititi disseminò diversi riferimenti scherzosi alla propria terra d’origine: tutte le astronavi presenti su Sakaar, ad esempio, portano il nome di modelli Holden, storico marchio automobilistico australiano.

Perché vederlo

A 7.6 su TMDB e con circa 855 milioni di dollari incassati globalmente a fronte di un budget di 180 milioni, Ragnarok ha fatto qualcosa che pochi film di supereroi riescono a fare, ha reinventato un personaggio che rischiava di diventare prevedibile, senza doverlo distruggere per farlo. Se il primo Thor portava ancora il peso del fantasy shakespeariano e il secondo inseguiva seriamente il registro drammatico, questo film ha scelto di ridere, e lo ha fatto senza perdere la portata cosmica della storia. Waititi era già noto per questo registro (si veda Hunt for the Wilderpeople) ma qui lo applica a un universo produttivo da 180 milioni di dollari, con conseguenze visibili in ogni scelta visiva e di scrittura. Non è il film più profondo del Marvel Cinematic Universe, ma è tra i più consapevoli della propria natura. Adatto a chi cerca azione senza solennità, risate senza cinismo, e a chi riconosce che a volte la fine di un mondo può essere l’inizio di uno nuovo.

Film correlati

  • Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017) di James Gunn — stesso registro cosmico-comico che ha ispirato apertamente la virata tonale di questo capitolo della saga di Thor.
  • Hunt for the Wilderpeople (2016) di Taika Waititi — per ritrovare, in scala molto più piccola e intima, lo stesso umorismo malinconico e la cura per i personaggi eccentrici che caratterizzano il regista.
  • Flash Gordon (1980) di Mike Hodges — riferimento dichiarato per l’estetica neon, kitsch e sfacciatamente pop che pervade Sakaar e il regno del Grandmaster.
  • Grosso guaio a Chinatown (1986) di John Carpenter — per il tono da avventura scanzonata e action-comedy che Waititi ha più volte citato come ispirazione diretta per il film.

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