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Sacrifice: quando Gavras mette Evans e Taylor-Joy a rischio

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Romain Gavras ha assemblato un cast hollywoodiano spropositato per Sacrifice, in arrivo su Netflix il 16 ottobre: Chris Evans e Anya Taylor-Joy insieme a Vincent Cassel, John Malkovich e Salma Hayek Pinault in una satira ecologista travestita da thriller di sequestro, che promette di non prendersi sul serio.

Sacrifice: quando Gavras mette Evans e Taylor-Joy a rischio - Sacrifice
Via TMDB

Quando il blockbuster abbraccia l’assurdo

Gavras non è un regista prevedibile. Arriva dal mondo dei videoclip (tra i suoi lavori più noti quelli per M.I.A., per Kanye West e Jay-Z e per i Justice) e al cinema ha firmato Our Day Will Come (2010), The World Is Yours (2018) e Athena (2022). Il francese sa costruire sequenze che catturano il corpo dello spettatore prima della mente. Con Sacrifice porta questa sensibilità dentro una macchina più grande e più ironica.

La premessa è quella di una satira. Evans interpreta Mike Tyler, divo di film d’azione in piena crisi esistenziale, che partecipa a un gala per il clima in Grecia. Lui e altri due ospiti vengono presi in ostaggio da Joan (Anya Taylor-Joy) e dal suo gruppo di radicali, una setta ecologista apocalittica convinta che un evento vulcanico purificherà il pianeta e che il loro sacrificio sia necessario. Tra gli ostaggi c’è anche Ben Bracken (Vincent Cassel), un miliardario schierato a favore dell’estrazione mineraria in acque profonde. Malkovich è il padre di Joan e Ambika Mod interpreta Katie. Nel cast compaiono anche Sam Richardson, Charli XCX e il rapper Yung Lean al suo debutto cinematografico.

La combinazione non è casuale. Nel 2026, quando l’azione hollywoodiana sembra aver raggiunto una specie di stallo stilistico, un regista europeo che entra in casa Netflix con una commedia nera firmata promette di smontare le convenzioni dall’interno. Il film non è un titolo uscito dal nulla, ha già debuttato al Toronto International Film Festival nel 2025, e Netflix ne ha poi acquisito i diritti statunitensi al mercato di Cannes. La sceneggiatura è dello stesso Gavras con Will Arbery (Succession). Evans e Taylor-Joy figurano anche tra i produttori esecutivi, un segnale di quanto i due attori abbiano creduto nel progetto. La durata è di un’ora e quarantatré minuti.

Dichiarazioni

La presentazione ufficiale di Netflix riassume la premessa così, una star del cinema che tenta il rilancio viene rapita insieme ad altri due ospiti da un gala ambientalista da un gruppo radicale convinto che il loro sacrificio salverà l’umanità.

Non ho trovato una dichiarazione diretta e verificabile di Gavras da riportare tra virgolette, e la sinossi è già eloquente: il regista non vuole gestire un film d’azione convenzionale con nomi importanti, vuole il caos controllato. Taylor-Joy è l’elemento che rende credibile l’operazione, ha già dimostrato di non temere i generi che traballano, come in The Menu, e qui è anche tra i volti che ne sostengono la realizzazione dall’interno.

Il rischio è il tema di questo film

Netflix continua a investire in cinema d’autore con finanziamenti da blockbuster. A volte funziona, a volte è un esercizio di stile. Con Gavras e un cast del genere c’è una scommessa effettiva: un regista di pedigree europeo ha il potere di trascinare star hollywoodiane verso una visione che non è pop mainstream. Evans, che pure compare nel cast di Avengers: Doomsday, trova qui un ruolo che prende in giro proprio l’immagine del divo d’azione. È l’antidoto al cinema piatto di piattaforma. O almeno, è ciò che promette.

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