Insomnia: il thriller di Nolan con Robin Williams nel ruolo più freddo della sua carriera
Insomnia
Diretto da Christopher Nolan
Sceneggiatura di Hillary Seitz
Prodotto da Alcon Entertainment, Witt/Thomas Productions, Section Eight
Protagonisti: Al Pacino, Robin Williams, Hilary Swank, Maura Tierney, Martin Donovan, Nicky Katt, Paul Dooley, Jonathan Jackson
Fotografia: Wally Pfister
Musiche: David Julyan
Produzione: Alcon Entertainment, Witt/Thomas Productions, Section Eight
Data di uscita: 2002-05-24
Durata: 118 minuti
Generi: Thriller, Crime, Dramma
Lingua originale: EN
Insomnia – Trama
Alaska, sole di mezzanotte. Un detective di Los Angeles insegue un assassino nella cittadina di Nightmute, una regione dove non chiudere gli occhi non è solo un modo di dire. La luce perpetua diventa complice di una colpa che non può restare nascosta, durante un’operazione nella nebbia, Al Pacino spara a un collega credendo sia il criminale. Un errore irreversibile che lo trasforma da investigatore in sospetto e la scena del crimine diventa il suo terreno di minaccia.
Al Pacino interpreta Will Dormer, un uomo consumato da anni di compromessi professionali, ormai prigioniero della propria reputazione. Di fronte a lui c’è Robin Williams, che veste i panni dell’assassino Walter Finch, non il villain caricaturale che ci aspettiamo, ma un uomo razionale, freddo, che sa esattamente come usare il segreto di Dormer come leva. Tra loro si muove Hilary Swank, nei panni della detective locale Ellie Burr, che intuisce qualcosa di marcio, anche se non riesce ancora a mettervi un nome.
Quello che segue non è una fuga tradizionale. È piuttosto una spirale di silenzi e complicità. Finch non ricatta Dormer nel modo evidente, ma gli offre una sorta di patto sottile, fatto di incontri in diner, conversazioni sulla moralità, sulla stanchezza dell’essere sempre corretti. La privazione di sonno diventa metafora concreta della perdita di lucidità etica. Ogni scena si costruisce sul fatto che due uomini sanno la stessa verità, e nessuno dei due può permettersi di confessarla.
Curiosità sul film Insomnia
- L’unico film di Nolan che Nolan non ha scritto. A differenza di ogni altro titolo della sua filmografia, “Insomnia” è l’unica opera che Christopher Nolan non ha scritto né co-scritto: la sceneggiatura porta la firma di Hillary Seitz, anche se il regista collaborò comunque a diverse revisioni del copione durante la lavorazione.
- Il remake di un thriller norvegese del 1997. Il film adatta l’originale “Insomnia” diretto da Erik Skjoldbjærg, ambientato nella città reale di Tromsø anziché nella fittizia Nightmute, con Stellan Skarsgård nel ruolo che sarebbe poi toccato a Pacino.
- Il debutto di Nolan per una major hollywoodiana. Dopo i film indipendenti “Following” e “Memento”, “Insomnia” segna il primo lavoro di Nolan per uno studio importante, la Warner Bros., aprendo la strada alla collaborazione che lo avrebbe poi portato alla trilogia di Batman.
- Un direttore della fotografia che avrebbe fatto strada insieme a Nolan. Wally Pfister, alla sua prima collaborazione importante con il regista, avrebbe in seguito fotografato l’intera trilogia del Cavaliere Oscuro e altri capolavori come “Inception”, costruendo con Nolan uno dei sodalizi artistici più duraturi del cinema hollywoodiano contemporaneo.
- Un’ultima grande interpretazione drammatica per Robin Williams. Il ruolo di Walter Finch resta tra le prove più fredde e controllate dell’intera carriera dell’attore, lontano anni luce dai personaggi comici o commoventi per cui il pubblico lo aveva sempre conosciuto fino a quel momento.
- Le riprese vere avvennero lontano dall’Alaska. Nonostante l’ambientazione dichiarata, gran parte del film fu girato in Columbia Britannica, tra Squamish e Vancouver Island, con solo alcune sequenze aeree girate realmente sui ghiacciai dell’Alaska.
Recensione
Ci sono thriller psicologici che si affidano al ritmo serrato per tenere alta la tensione, e thriller che scelgono invece la strada opposta, rallentare fino quasi al parossismo, lasciando che sia l’accumulo di fatica fisica e morale a costruire il disagio. “Insomnia” appartiene alla seconda categoria, ed è proprio questa scelta a renderlo, ancora oggi, uno dei titoli più sottovalutati nella filmografia di Christopher Nolan.
Al Pacino costruisce in Will Dormer un personaggio segnato da anni di piccoli compromessi professionali diventati, nel tempo, un’abitudine morale difficile da scardinare; è un’interpretazione che gioca sulla sottrazione fisica più che sull’esplosione emotiva a cui l’attore aveva abituato il pubblico in altri ruoli della propria carriera, restituendo un uomo letteralmente consumato dalla mancanza di sonno e dal peso della propria coscienza. Robin Williams offre probabilmente una delle interpretazioni più sorprendenti dell’intera sua filmografia, il suo Walter Finch non alza mai la voce, non cede mai alla teatralità, costruendo invece una minaccia fatta di calcolo lucido e apparente ragionevolezza che risulta, proprio per questo, ancora più agghiacciante. È un antagonista che sembra quasi comprendere Dormer meglio di chiunque altro nel film, ed è in questa empatia distorta che si gioca gran parte della tensione psicologica dell’opera. Hilary Swank, nei panni della detective Ellie Burr, porta al film uno sguardo ancora incontaminato dal cinismo, la sua ammirazione iniziale per Dormer, e il progressivo incrinarsi di quella fiducia, funzionano da specchio morale attraverso cui lo spettatore stesso è chiamato a rivalutare il protagonista.
Quello che rende il film particolarmente riuscito è la capacità di Nolan (al suo esordio per una grande major dopo i film indipendenti “Following” e “Memento”) di applicare la propria ossessione per la percezione alterata e la memoria fallace, già esplorata nei lavori precedenti, a un materiale di genere più tradizionale senza mai perdere la propria identità autoriale. Non è un caso che Nolan sia rimasto affascinato dal copione di Hillary Seitz proprio perché toccava già, in nuce, molti dei temi che lo avrebbero ossessionato nel resto della carriera.
Sul fronte della regia Nolan fotografa Nightmute in un bianco e azzurro ghiacciato, sfruttando il sole notturno per creare un’atmosfera di disagio permanente. Non c’è momento di riposo visivo. La macchina da presa segue Dormer con una vicinanza quasi claustrofobica, costringendo lo spettatore a condividere fisicamente il suo stato di sfinimento progressivo.
Sul piano tecnico la fotografia di Wally Pfister (alla sua prima grande collaborazione con Nolan, che sarebbe proseguita fino a “Inception”) restituisce con precisione chirurgica la luce innaturale e sfiancante del sole di mezzanotte, mentre il montaggio di Dody Dorn tiene insieme con grande equilibrio i momenti di indagine procedurale e quelli di puro sfaldamento psicologico. La colonna sonora di David Julyan non offre mai catarsi emotiva, è tensione che non si risolve, proprio come l’insonnia del titolo.
(Francesco Ippolito)
Perché vederlo
Con un incasso di 113,8 milioni di dollari a fronte di un budget di 46, “Insomnia” fu un solido successo commerciale che però non accese i riflettori della critica come “Memento” o “The Prestige” negli anni successivi. Il motivo è in parte comprensibile, è un remake di un thriller norvegese del 1997 diretto da Erik Skjoldbjærg, e Hollywood ha sempre faticato a valorizzare pienamente i propri adattamenti, per quanto riusciti. Ma vale la pena guardarlo soprattutto per Robin Williams, è una delle rare occasioni in cui l’attore costruisce un antagonista senza alcun compiacimento, freddo come il ghiaccio di Nightmute. E per Pacino, che in un decennio spesso segnato da ruoli meno ispirati ritrova qui una vulnerabilità raramente rischiata dai tempi di “Heat – La sfida”. Se ami il thriller psicologico che respira lentamente, senza fretta di arrivare alla propria conclusione, questo film ti tiene letteralmente in ostaggio fino all’ultima inquadratura.
Film correlati a Insomnia
- Memento (2000) – Il film precedente di Nolan, indispensabile per apprezzare come l’ossessione del regista per la memoria fallace e la percezione alterata attraversi anche un thriller apparentemente più tradizionale come “Insomnia”.
- Insomnia (1997) – L’originale norvegese diretto da Erik Skjoldbjærg, fondamentale per apprezzare le differenze di tono e ambientazione rispetto al remake americano.
- Zodiac (2007) – David Fincher racconta con la stessa ossessione procedurale un’indagine che logora psicologicamente i propri investigatori, in un dialogo ideale con il film di Nolan.
- Il silenzio degli innocenti (1991) – Un altro duello psicologico tra un investigatore e una mente criminale lucidissima, capace di manipolare l’avversario con la sola forza delle parole.
Trailer
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