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Heart of the Beast: quando il vero protagonista del film di Brad Pitt è un cane

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Brad Pitt arriva al cinema il 25 settembre in un film dove il vero protagonista è un cane militare in pensione. Heart of the Beast di David Ayer non è un’azione convenzionale ma una storia di interdipendenza, quella tra il soldato James Belmont e il cane Odin, dopo un crash aereo nei ghiacci dell’Alaska.

Heart of the Beast: quando Pitt e il cane diventano la stessa cosa
Via Unsplash

Quando il thriller di sopravvivenza smette di essere umanocentrico

Heart of the Beast esce il 25 settembre 2026 e vede Brad Pitt nei panni di James Belmont, ex membro delle forze speciali, mentre il suo cane militare in pensione Odin lo accompagna in un’avventura di sopravvivenza dopo un crash aereo in Alaska. Quello che rende questo film differente dalla solita action hollywoodiana è la sua architettura narrativa, non è la solita storia di un supereroe che domina la natura ostile, bensì un racconto di mutua dipendenza dove nessuno dei due protagonisti può vincere da solo. Nel cast, oltre a Pitt, compaiono anche J.K. Simmons e Anna Lambe.

Il cane gioca un ruolo cruciale nella sopravvivenza della coppia, e James risulta dipendere da Odin tanto quanto il cane dipende dal suo padrone. Il film tesse la tensione attorno a questa relazione, messa alla prova dal freddo, dalle ferite e dai pericoli del terreno. È un rovesciamento silenzioso della gerarchia, una cosa raramente esplorata nel cinema di azione moderno.

Dichiarazioni

Nel materiale promozionale del film, Brad Pitt ha più volte sottolineato quanto il cuore della storia risieda nel legame con Odin più che nell’eroismo individuale del proprio personaggio, un’impostazione confermata dallo stesso trailer, costruito quasi interamente attorno alla coppia uomo-cane. In un momento in cui il cinema d’azione tende ancora a celebrare l’eroismo solitario del protagonista, questa impostazione suona quasi come una dichiarazione di poetica: il peso narrativo non è tutto sulle spalle della star.

David Ayer cambia paesaggio: dalla guerra alla natura

È la seconda volta che Pitt e David Ayer lavorano insieme dopo Fury, ma questa volta i campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale cedono il passo a una lotta contro la natura selvaggia. È curiosamente anche la seconda collaborazione tra Ayer e J.K. Simmons, dopo Harsh Times del 2005. Per Ayer è una deviazione interessante dal suo linguaggio visivo: il regista noto per film come End of Watch e Suicide Squad qui si confronta con uno spazio aperto, minimalista, dove la tensione non viene dal conflitto tra personaggi ma dall’ambiente stesso che diventa antagonista. Nonostante l’ambientazione dichiarata in Alaska, il film è stato girato in Nuova Zelanda.

La collaborazione tra Pitt e Ayer è notevole per chi ama i thriller viscerali; Ayer, conosciuto per il suo stile filmico brutale, sembra concentrarsi sul paesaggio isolato per aumentare gli stake. Non è il genere di film dove qualcuno fa una battuta coraggiosa e il pubblico applaude. È il genere dove il freddo è il personaggio ricorrente.

Un progetto atteso da quasi un decennio

Pochi sanno che la sceneggiatura di Cameron Alexander comparve già nella Black List del 2017, la classifica annuale delle migliori sceneggiature statunitensi ancora inedite; il progetto ha quindi impiegato quasi un decennio per arrivare sullo schermo. Tra i produttori compare anche un nome sorprendente per un survival thriller di questo tipo: Damien Chazelle, il regista di La La Land e Whiplash, insieme alla compagna e collaboratrice Olivia Hamilton, tramite la loro società Wild Chickens Productions.

In un’epoca in cui il cinema tende ancora a strumentalizzare gli animali come trigger emotivi, Heart of the Beast sembra proporre qualcosa di diverso: piuttosto che trasformare il cane in un semplice gancio sentimentale, il trailer pone il legame tra James e Odin (interpretato dal cane attore Uber) come il nucleo di ogni decisione: muoversi, trovare riparo, restare vivi diventano una prova che nessuno dei due può affrontare da solo. È quasi una filosofia di film.

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