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Almodovar e Ruffalo in campo: il cinema internazionale sceglie Brasile

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Il regista brasiliano Kleber Mendonca Filho non è rimasto nel suo studio. Ha scelto di fare quello che il cinema dovrebbe fare quando accade qualcosa di decisivo: ha mobilitato. Un video diffuso sui social, personalità del cinema mondiale unite in una dichiarazione di posizione a pochi giorni dal ballottaggio brasiliano che decide il futuro politico del paese, domenica 25 ottobre. Non è un gesto isolato: da Pedro Almodovar a Mark Ruffalo, passando per Javier Bardem, il cinema ha capito che il silenzio non era un’opzione.

Almodovar e Ruffalo in campo: il cinema internazionale sceglie Brasile - The Avengers
Via TMDB

Quando la macchina da presa abbandona la neutralità

La mossa di Mendonca Filho non è solo una dichiarazione personale. È un segnale che rimbalza nel sistema del cinema: i registi, gli attori, i produttori sanno che possono mettere a rischio la distribuzione, gli incentivi, gli accordi con le major che spesso preferiscono una cultura politicamente tepida. E invece hanno scelto di schierarsi. Il video per la campagna di Lula contro Bolsonaro non è stato fatto in camera chiusa: è un documento pubblico, firmato a viso aperto.

Nel cinema latinoamericano, questo tipo di impegno non è anomalo. Dalla Colombia al Messico, i registi hanno sempre usato lo schermo come tribuna. Ma vederlo allargato a nomi del cinema europeo e americano di prima grandezza dice qualcosa di come l’industria globale stia cambiando sensibilità. Oppure, più semplicemente, come alcune questioni siano diventate impossibili da ignorare.

Dichiarazioni

“Dobbiamo alimentare il fuoco della parità, e dobbiamo farlo stimolando nelle nuove generazioni l’idea che dipende anche da loro.”

La citazione non viene da un regista in esilio, ma da una dichiarazione istituzionale durante la Festa del Cinema di Roma, lo stesso giorno in cui il video brasiliano circolava. Dice tutto sulla sincronizzazione tra i festival europei e le crisi politiche globali. Non è più possibile segregare il cinema dalle scelte civili.

Il peso di una firma su un video politico

Cosa significa davvero per un attore di fama mondiale mettere il proprio nome sotto un endorsement politico in America Latina a poche ore dal voto? Significa anteporre una convinzione al rischio economico. Ruffalo, Bardem, Almodovar sanno bene che in certi contesti, prendere posizione può avere conseguenze sulla programmazione, sui festival, sui finanziamenti. E hanno deciso che il prezzo della coerenza era comunque più basso del costo dell’assenza. È un’operazione rara. E quando accade, merita di essere guardata come una crepa nel sistema.

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