Jolie e il cinema della vulnerabilità: quando la moda diventa confessionale
Angelina Jolie torna al cinema il 26 agosto con Couture di Alice Winocour, un film che ripercorre una diagnosi medica improvvisa durante la Paris Fashion Week. Non un biopic, ma una storia dove la vulnerabilità diventa la vera protagonista.

La Fashion Week come specchio
Ambientato durante la frenetica Paris Fashion Week, il film intreccia le storie di tre donne molto diverse tra loro — la regista americana Maxine, la giovane modella sudanese Ada e la truccatrice francese Angèle. Non è un dietro le quinte glamourizzato: è il caos di chi vuole sopravvivere in un sistema che pretende perfezione, lucidità, mentre un’American filmmaker arriva a Parigi per Fashion Week e scopre di essere affetta da un cancro al seno.
Winocour ha sempre preferito costruire universi intorno alle rotture biografiche. In Proxima (2019) raccontava una cosmonauta che sceglie lo spazio rispetto alla figlia. Qui il modello è simile, ma inversione: non è una scelta, è un colpo che arriva mentre sei dentro un mondo dove le scelte vengono celebrate come potenza personale. È la beffa dell’impotenza mascherata da professionalità.
Dichiarazioni
Mentre i loro percorsi si intrecciano, emerge tra loro una inattesa solidarietà femminile in un mondo che spinge alla competizione e che pretende perfezione assoluta
Questa non è la dichiarazione di una plot di solidarietà: è il passaggio centrale del film. Non arriva dal dolore condiviso, ma dalla consapevolezza che il dolore esiste sempre, parallelo al lavoro, inascoltato. Winocour qui spezza quella regola del cinema che vuol farsi nobile: non canonizza la sofferenza, la mette semplicemente accanto alle spugnette per il trucco e alle sfilate. Convive, ecco.
Jolie oltre il glamour
Quello che dopo Maria torna a recitare in un progetto la cui trama ripercorre una parte fondamentale e dolorosa della sua vita non è un tentativo di catarsi, ma di verità distribuzione. Intensa e molto vulnerabile, ha evidentemente sentito molto un ruolo che si rifà anche parzialmente alla sua biografia personale.
Il film riceve mixed reviews dai critici, segno che Winocour ha scelto di non sedare il pubblico con consolazioni. Couture è un film fastidioso, capace cioè di dar fastidio. E questo, oggi, è quasi raro.
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