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- Ma che colpa abbiamo noi - di Francesco Ippolito
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REGIA:
Carlo Verdone
ANNO:
2003
PRODUZIONE:
Italia
INTERPRETI:
Carlo Verdone
Margherita Buy
Stefano Pesce
Anita Caprioli
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Compagni di analisi, quattro uomini e quattro donne che ben rappresentano le fobie e le nevrosi della società moderna.
L'analisi non risolve nulla, ha il solo merito di fare incontrare i protagonisti: non a caso l'anziana psicologa (simbolo di una tradizione accademica incapace di ascoltare realmente i problemi dei pazienti) muore discretamente, senza che i suoi pazienti se ne accorgano: la sua vita si dissolve in una "nuvola di nulla", proprio come il fumo della sigaretta che si consuma mentre muore.
Il confronto tra i protagonisti, talvolta aggressivo e radicale nel suo esplicitarsi al di là delle convenzioni universalmente accettate (e forse proprio grazie a quella "malattia" che spesso altro non è che istinto ipocondriaco mal represso, talvolta addirittura inconscio), è il solo capace non tanto di condurre ad una soluzione diretta dei problemi, ma di rendere consapevoli i singoli della loro esistenza.
E il carattere fobico della mania, della malattia immaginaria che non ha riscontri certi nella realtà: sono questi gli atteggiamenti diffusi nella società moderna e capitalista, in cui noi tutti siamo immersi, un deflusso istantaneo e inconsapevole di quegli istinti di vita che dovrebbero essere alla base del vivere in generale.
Queste solo alcune delle meditazioni che la pellicola di Verdone suggerisce, ma non sa andare oltre i limiti formali che spesso caratterizzano il cinema italiano di questi ultimi anni: una fotografia non troppo accurata, un gusto dell'inquadratura non troppo formalmente ricercato.
Nell'insieme, comunque, una pellicola non certo indimenticabile, ma nemmeno mediocre… Carlo Verdone aveva raggiunto, anni fa, effetti drammatici di più alto livello.
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