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Teen For Fun


- Lunedì mattina -
di Francesco Ippolito

REGIA:
Otar Ioseliani
ANNO:
2002
PRODUZIONE:
Francia / Italia
INTERPRETI:
Radslav Kinski
Narda Blanchet
Anne Kravz-Tarnavsky
Jacques Bidou

Efficace rappresentazione di un contesto sociale che fa del "divieto" (di fumare, per esempio) metafora simbolica del suo incombere tanto prepotente quanto legittimato da norme giuridiche contingenti.
Nella fabbrica dove lavora Vincent, saldatore di mezza età, incombono i vapori maleodoranti dei macchinari, ma vige ugualmente un divieto, quello di non fumare. Tale impedimento viene necessariamente interpretato come negazione immotivata di un piccolo piacere quotidiano: la coercizione sociale, per così dire, ha i mezzi e le possibilità per porre divieti, restrizioni e limitazioni alla libertà di movimento, e lo fa.
Vincent, oppresso dalla ripetitività sempre uguale della sua quotidianità, provato dall'indifferenza familiare e da un radicato sentimento di delusione che si fa strada in lui sempre più incombente e incontrollabile, decide tutto in un attimo; una cosa gli resta da fare: girare il mondo, cercando risposte a domande che riesce appena ad intuire.
Davvero la vita è tutta qui?
Non c'è niente di più?
Lontano da casa, in un'altra nazione, con usi e costumi diversi, le cose stanno diversamente?
Parte per l'Italia, fa amicizia con un operaio: anche lui è immerso nell'insignificanza di una familiarità repressa, anche lui, lunedì mattina, spegne la sigaretta e si accinge ad entrare in fabbrica, pronto ad affrontare un'altra settimana di lavoro.
Otar Ioseliani firma una pellicola semplice, grottescamente parodistica nel tratteggiare (impietosamente) le manie di un complesso di regole e leggi che hanno perso, ormai, il senso originale del loro esistere: ci sono perché ci devono essere.
L'individualità, i desideri imprescindibili, le aspirazioni giovanili e i sogni mai realizzati soffocano agonizzanti nell'inquinamento che i fumaioli, autentici "totem" (per non dire immagini-simbolo) rappresentanti eletti a simbolizzare l'irrealtà di un contesto così grigio e inutile, distribuiscono nell'atmosfera.
Questo è tutto, non resta che adeguarsi (forse sarebbe meglio dire rassegnarsi) e lasciarsi andare alla precarietà di una "prigione a cielo aperto" che ha una sola certezza, quella del lunedì mattina, quella della ripresa del lavoro dopo il fine settimana, ritagliandosi piccoli spazi di fantastica evasione in una soffitta vecchia e fradicia, dipingendo i propri sogni su una tela…

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