REGIA:
Joel
Schumacher ANNO:
1990 PRODUZIONE:
USA INTERPRETI:
William
Baldwin
Kevin Bacon
Julia Roberts
Kiefer Sutherland
Trama
Cinque studenti di medicina decidono di oltrepassare con un esperimento
controllato il limite tra la vita e la morte, per essere poi riportati
in vita dopo pochi minuti e testimoniare se e cosa ci sia di là.
L’esperimento riesce, ma con loro ritornano in vita anche
remoti ricordi, colpe mai espiate, e quella che era nata come una
scommessa scientifica si trasforma ben presto in un’esperienza
metafisica.
Joel
Schumacher, futuro regista di ottime prove come “Un
giorno di ordinaria follia” ma anche di polpettoni indigesti
come “Batman & Robin”, si cimenta in questo
thriller avvincente, sospeso in bilico tra scienza e fantascienza,
ottenendo un riuscito e allucinato mix che si situa perfettamente
a cavallo tra un certo tipo di cinema giovanile tipico degli anni
’80 e un’altra corrente scientificamente orientata che
invece trova negli anni ’90 il suo apice (soprattutto sul
piccolo schermo, con serie quali “E.R.” e “X-Files”).
Ci sono tre ottimi motivi per apprezzare questo film. Il primo è
sicuramente la storia, originale nel concept e anche nel taglio
adottato, capace di alternare momenti di suspense ad attimi d’incanto
a sequenze giocate su pura curiosità scientifica. Purtroppo
alcuni passaggi risultano quasi obbligati, e pertanto prevedibili,
ma nel complesso della narrazione si accettano senza nessuna crisi
di rigetto.
Il secondo motivo è la splendida fotografia di Jan
De Bont, futuro regista di successi ad alto tasso d’adrenalina
quali “Twister”, “Speed”
e “Haunting – Presenze”. Glaciale in
alcune scene quanto avvampata in altre, straniante quanto avvolgente,
realisticamente cruda quanto velatamente illusoria, riesce davvero
ad offrire tutto il campionario cromatico di cui De Bont è
capace, e rende alcune immagini sicuramente indimenticabili.
Il terzo motivo è il positivamente affollato cast. Non capita
tutti i giorni di veder recitare assieme Kiefer Sutherland,
Kevin Bacon, Julia Roberts, William
Baldwin e Oliver Platt, questi ultimi
tre praticamente agli esordi. E se Bacon è impeccabile senza
però aggiungere troppo ad interpretazioni già sperimentate
in altre pellicole, il migliore risulta senza dubbio Sutherland,
capace di dar vita ad un personaggio dall’anima doppia: gelido
e fanatico medico alla ricerca della conoscenza e della gloria,
ma anche fragile ragazzo atterrito dagli spettri di un passato mai
sopito.
Un'ultima nota: questo film è citato anche in “Scream
2”, più specificamente riguardo al personaggio
di Kevin Bacon e ai suoi traumi personali. Il legame, da non svelare
a chi non abbia visto la pellicola di Wes Craven,
è più interessante di quanto si possa pensare.