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Teen For Fun


- L'anima gemella -
di Maria Elena Badini

REGIA:
Sergio Rubini
ANNO:
2003
PRODUZIONE:
Italia
INTERPRETI:
Sergio Rubini
Valentina Cervi
Violante Placido
Michele Venitucci

Ogni autore ha i suoi leit-motiv ricorrenti. Per Rubini sono sicuramente: l' Amore, la Solitudine, la Differenza Culturale e Sociale, il Viaggio come Ritrovamento di se stessi, l' universo racchiuso in un Mondo Circoscritto ( la stazione o il paesotto pugliese).

Ed è sicuramente in questo cosmo delimitato che i suoi personaggi possono essere approfonditi nelle sue sfumature più segrete come cavie in una gabbia. Solo che la capacità di questo straordinario regista e attore é l' allegerimento di questa gabbia.

Ne " La Stazione " addirittura abbiamo sperato per un attimo che la protagonista Margherita Buy restasse sempre con il timido e umile capostazione.

Una stazione é così il luogo dove Tonino e Maddalena, protagonisti de "L' Anima Gemella" consumano la loro desueta luna di miele, fuggendo da una realtà provinciale troppo stretta, che guarda al posto di lavoro fisso e al guadagno sicuro, valori ormai tipici anche della grande città.

Il plot é comunque interessante, ma più attraente per lo spettatore è sicuramente la rappresentazione della Puglia pescosa e assolata, le casette echeggianti le urla dei vicini per cui tutti sanno tutto su tutti e i segreti sono proprio quelli che racconti "ad un amico per volta", ma soprattutto le vecchie signore dalle sottane fiorite e il pettegolezzo facile, che prima di andare a sciorinare il loro rosario quotidiano si dilettano ad indagare il futuro con pozioni d' olio d' oliva in catini da lavoro, recitano brani della liturgia come formule magiche e si lasciano piegare agli atti più estremi dal loro smisurato mammismo ( La Maga impietosita dalle scene meroliane del figlio, la madre della cattivissima Teresa pronta a dimenticare il suo Sacro Cuore di Gesù per rivolgersi a stregonerie forse più efficaci delle litanie).

Rubini ricorda se stesso in questa Puglia piena di Colori e di Sangue. Il Rosso Sangue é il tono dominante in tutto il film e ne caratterizza il Senso Primigenio, Istintivo, Barbaro di questa terra che lui rappresenta meravigliosamente: terra di mare e di sole, di odi e di ripicche, di faide ricche e delinquenti poveri, di pesci martirizzati e peperonate sugose e fumanti.

Su tutti i bravissimi protagonisti una nota a parte per Valentina Cervi, che come la Strega della favola di Biancaneve non riesce a vedere la sua avvenenza presa come é dall' invidia della sua rivale: urla, strepita, tira fuori parolacce e sputa come un demonio, confonde la Bontà con la Bellezza, ed é su questo arcaico equivoco che si basa l' intreccio; ma le cattive delle favole sono così.

Rubini ritaglia per sé un bel cameo: il Barbiere di Puglia, deux ex machina dell' azione, che come tutte le buone canaglie prima disfa e poi tesse di nuovo, padrone della sua piccola magìa che non è solo quella sui due innamorati, ma anche su noi spettatori, ormai ammaliati dalla sua innegabile bravura di piccolo grande regista.

La scena del bambino che alla fine rimette la collanina di Maddalena al suo collo, ricomponendo tutto, mi sembra che sia l' emblema di se stesso, i suoi ricordi di fanciullo, la sua già lodata qualità di artigiano dell' immagine e della parola.

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