REGIA:
Jean-Jacques
Annaud ANNO:
1986 PRODUZIONE:
Italia
/ Francia / Germania INTERPRETI:
Valentina
Vargas
Michael Lonsdale
Christian Slater
F. Murray Abraham
Sean Connery
Trama
In un’abbazia del XIV secolo strani delitti turbano la quiete
spirituale dei monaci. Chi ne è l’artefice? E per quale
motivo? Due frati francescani, l’esperto ex inquisitore Guglielmo
da Baskerville e il novizio Adso da Melk, indagheranno su tali misteri
e finiranno con lo scontrarsi il primo col proprio passato e il
secondo con la devastante forza dell’amore.
Tratto
dall’omonimo romanzo di Umberto Eco, si tratta
di un robusto giallo medievale che trae la sua forza soprattutto
dagli interpreti e dalla curiosa ambientazione. Ciò che subito
infatti balza agli occhi è la cura nella ricostruzione degli
ambienti così accuratamente descritti nel libro, che si apre
proprio con una piantina dell’abbazia, e dell’atmosfera
che li infesta.
Splendidamente fotografato, sia in interni che in esterni, il film
ha spinto più di uno spettatore a cercare nella realtà
quest’affascinante agglomerato di edifici: ricerca del tutto
vana, in quanto non si tratta che di un set eretto alle porte di
Roma e in seguito smantellato.
Di tutto l’apparato filosofico-culturale presente nel romanzo
non rimangono che poche tracce. Alcuni personaggi sono stati del
tutto eliminati, mentre altri hanno visto le loro gesta parzialmente
ridimensionate. Ma questo non deve stupire, accade in ogni riduzione
cinematografica. Il fattore positivo è che questo sfoltimento
ha permesso di snellire notevolmente l’opera rendendola un
avvincente giallo e non inquinandola con pesanti passaggi didascalici
(che a fatica si sopportano anche nell’originale). Sean Connery, felice di poter finalmente, con la
scusa della tonsura, rinunciare al parrucchino, ci regala un perfetto
detective medievale del quale già nel nome (“Baskerville”
è un’evidente citazione del romanzo più famoso
di Sherlock Holmes) intuiamo le molteplici potenzialità.
E il suo sguardo acuto, le sopracciglia arcuate, il cipiglio orgoglioso
che lo anima quando si scontra con l’inquisitore (F.
Murray Abraham, che dopo il Salieri di “Amadeus”
sembra destinato a memorabili ruoli d’antagonista) rendono
quest’interpretazione una delle più intense della sua
carriera.
Anche Christian Slater, qui alla sua terza prova
d’attore per il grande schermo, azzecca la più bella
caratterizzazione della sua carriera. Peccato che poi, a parte qualche
exploit di tanto in tanto, si sia perso per strada e non appaia
che saltuariamente in rozzi b-movies quali “Pioggia infernale”,
dove l’unica cosa degna di nota è appunto la pioggia…
Alcuni critici hanno accusato il regista Annaud
di aver banalizzato il romanzo per renderlo più appetibile
e comprensibile al grande pubblico, e cercare così di replicarne
l’enorme successo commerciale.
Non si può ovviamente sapere quali fossero le reali intenzioni
dell’autore, di solito comunque non molto interessato al successo,
ma rimane il fatto che il risultato è davvero eccellente
e che è difficile scordare questo film una volta spento il
televisore.