REGIA:
Ronny Yu ANNO:
2003 PRODUZIONE:
USA INTERPRETI:
Kelly Rowland
Jason Ritter
Monica Keena
Ken Kirzinger
Robert Englund
Silenzio
in sala. Sullo schermo appare il logo della New Line,
accompagnato dal solito tema musicale che contraddistingue la serie
“Nightmare”.
In breve però il tema muta, e si trasforma nell’inconfondibile
Tch Tch Tch Ah Ah Ah di “Venerdì 13”.
Un sorriso increspa le labbra degli affezionati, ed è già
racchiuso in questi pochi attimi il significato dell’intero
film: un divertissement per brindare ai vecchi tempi, alle vecchie
glorie dell’horror anni '80, e alle loro stragi di adolescenti.
La trama riprende il filo delle due saghe, le intreccia assieme
con apprezzabile maestria, ne ricostruisce con dovizia le atmosfere,
regala eguali spazi ai due bogey-man al punto da concedere loro,
per par-condicio, uno scontro “d’andata” a casa
di Freddy e uno “di ritorno” nel campeggio di Jason.
Il sangue scorrerà a fiumi, e non sarà solo quello
di questi due simpaticoni, ma anche quello della solita banda di
ragazzi che tenterà di fermarli.
Ci riusciranno? Ma sono forse domande da fare? Il film si chiude
con una strizzatina d’occhio (non vi dirò di chi) che
nuovamente chiama in gioco la complicità degli spettatori.
Perché è questo che è richiesto per divertirsi,
e bisogna ammettere che il risultato non è affatto male,
in certi punti addirittura superiore ad alcuni sbiaditi capitoli
delle due saghe (per esempio “Nightmare 6: la fine”
o “Jason va all’Inferno”). Che
dire ancora?
Buoni effetti speciali splatter, dosate scene di nudi femminili
(purtroppo con vistosi ritocchi a base di silicone), risate volontarie
e involontarie e una body-count ricca di tanti, tanti cadaveri di
ragazzini idioti, bevuti e fumati, come nella migliore tradizione
dello slasher-movie anni ’80! Se mai a Carnevale avete indossato
una maschera da hockey o un guanto artigliato, questo è un
film che non dovete perdere!
In breve la trama Freddy è all’Inferno, incavolato
perché sulla sua Elm Street si è perso il ricordo
di lui, di conseguenza nessuno lo teme più, nessuno lo sogna
e quindi come killer si ritrova disoccupato. Come fare? Idea: si
trasforma nella madre di Jason (fantastica soluzione che riprende
il morboso rapporto madre-figlio sviluppato nei primi tre capitoli
della saga di “Venerdì 13”)
e spedisce lui a far fuori un po’ di ragazzi. Tra i sopravvissuti
il nome “Freddy” ricomincia a venire a galla, e quindi
il piano sembrerebbe funzionare, se non fosse che il buon Jason
ci ritrova il vecchio gusto nel far fuori la gente, e continua per
i fatti suoi. A questo punto è guerra aperta: prima i due
si rubano le vittime a vicenda, poi finiranno coll’affrontarsi
fra loro. E gli sforzi dei ragazzi per fermarli saranno relegati
in secondo piano dalla potenza iconica dei due mostri sacri più
famosi della generazione “anni ‘80”.
Che dite? Manca Michael Myers? Be’… si mormora che apparirà
nel prossimo sequel!!!