REGIA:
Lars von Trier ANNO:
2003 PRODUZIONE:
Danimarca/SF/Germania/Italia INTERPRETI:
Jeremy Davies
Patricia Clarkson
Chloe Sevigny
Siobhan Fallon
Stellan Skarsgard
Nicole Kidman
Dal
regista di "Dancer in the dark" Dogville
si presenta come una storia complessa, in cui il tutto è
narrato da una voce omniscente fuori campo, che spiega e allo stesso
tempo nasconde e giudica.
Racconta la storia di una giovane donna inseguita da dei gangster
che durante la grande depressione cerca rifugio in una piccola città
dove ci sono solamente persone per bene, efficenti lavoratori, la
cui mentalità non lascia spazio agli sprechi, estremamente
diffidenti verso ciò che non conoscono; si riveleranno gentili
con la straniera Grace, le offriranno una casa e la loro protezione
in cambio di lavoro, verrà corteggiata da un bravissimo ragazzo
del luogo, e sembrerà essere accettata dalla comunità.
Ma questa irreale calma viene sconvolta quando nella cittadina arriva
un poliziotto che mette nel mezzo della piazza un volantino con
una bella ricompensa per chiunque riuscirà a trovare Grace.
Gli abitanti di Dogville non saranno più tanto disponibili,
pretendendo sempre di più dalla ragazza, le chiederanno di
lavorare di più, minacciando di denunciarla. Von Trier lascia volutamente la vita reale fuori
dallo studio, eliminando ogni riferimento scenografico, la stessa
Dogville durante l'intero film sembra inesistente, solamente accennata;
immersa nella oscurità, disegnata sul pavimento dello studio,
con qualche mobile, delle porte e delle finestre qua e là,
l'essenziale per far capire dove si svolge il tutto. Così
facendo le scene a prima vista possono sembrare non curate, ma in
realtà servono a far concentrare l'attenzione dello spettatore
su personaggi e dialoghi.
Film giudicato da molti un'accusa verso gli USA, in cui Von Trier
usa la storia di Grace (Nicole Kidman) per parlare
dell'apparenza, e di un posto in cui ciò che appare è
ben diverso dalla realtà, un paese in cui la democrazia è
solamente apparente, e domina il razzismo e lo sfruttamento dei
più deboli.
Dogville è solo il primo capitolo di una trilogia ambientata
in America; che il regista ha voluto beffardamente intitolare "America
paese delle opportunità". Ma se Von Trier ha usato come
scenario del suo film l'America degli anni trenta, la città
di Dogville è facilmente ricollocabile in qualsiasi luogo,
nel tempo e nello spazio; in quanto il film mostra il lato negativo
della nostra società visto attraverso il comportamento dei
cittadini di Dogville, dalla signora anziana al cieco, dal bambino
al lavoratore...
Gli attori sono veramente bravi, ma colpisce in particolare l'interpretazione
di Nicole Kidman, che riesce a trasmettere al pubblico gli stessi
dolori e le stesse angosce di Grace.