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Teen For Fun


- Dillo con parole mie -
di Maria Elena Badini

REGIA:
Daniele Lucchetti
ANNO:
2003
PRODUZIONE:
Italia
INTERPRETI:
Stefania Montorsi
Giampaolo Morelli
Martina Merlino
Alberto Cucca

Film assai grazioso e ben riuscito, commedia leggera, gradevole e arguta.

Grecia, Isola di IOS. Su uno sfondo naturalistico meraviglioso popolato da innamorati dalla facile effusione degni di Peynet, masse di gaudenti giovinastri alla ricerca di immediati approcci sessuali e locali chiassosi ridondanti di turisti, si muovono i nostri tre protagonisti, Stefania Andrea e Maggie, intenti quasi a turbare la proverbiale solarità dell' isola con i loro traumi, equivoci, ripicche e chiacchiere logorroiche come farebbero gli eroi tragicomici del dramma più antico del mondo, quello della passione.

Maggie, un soprannome che tanto ci ricorda la protagonista di "Uccelli di Rovo", abbandona il suo gruppo scout, alla ricerca di un' esperienza che dovrebbe darle la maturità: la perdita della verginità.

Stefania, sua zia trentenne ossessionata da improbabili e noiose malattie psicosomatiche, SI è appena separata dal fidanzato Andrea ( il Si è d' obbligo, perché non sapremo mai chi ha lasciato chi) ed accetta di vigilare sulla sete di scoperta della nipote 15enne quasi per forza inerziale, con lo stesso entusiasmo con cui prenderebbe una delle sue compresse contro i suoi annosi eritemi solari.

Andrea, per lavoro o per evasione non importa, raggiunge quell' isolato microcosmo, forse per empatia, centrifugato dal resto della combriccola.

Troviamo che l' idea di mettere al centro del film l' universo femminile nelle sue sfumature date dalle differenti età delle due protagoniste sia stata vincente.

Come tipicamente femminile è l' impronta sulla sceneggiatura, sorretta da un dialogo fluido e battute leggere, mai scontate. Su tutto domina lo sguardo di un Luchetti distaccato e ironico, quasi olimpico, a tratti indulgente, ma potremo dire dinamico, come il montaggio spezzato di alcune sequenze ( quelle in cui i personaggi subiscono forti turbamenti interiori); perfetta è la rappresentazione della generazione trentenne: chi di noi non ha ritrovato se stesso, il suo galvanizzato impegno coreografico nel ballo scatenato di Stefania sulle note di "WMCY"?

E' forse il meglio del "nostro" collaudato repertorio, cresciuti come siamo, a base di sigle dei cartoons giapponesi, nutriti di mielosi telefilm americani da "La famiglia Bradford" a "La casa nella prateria", più che dei cult europei come Jules and Jim (e del quale i protagonisti non ricordano se fosse prima un libro che un film).

E felice è il confronto tra questo mondo stereotipato, edonistico e quasi fumettistico tipico appunto della nostra generazione, e l' esuberante esplosione della vitalità naturale della piccola Maggie.

Maggie "la vergine" che come una goffa sirenetta ("tubero" la soprannomina Andrea) approda col suo materassino sullo scoglio del suo trasognato "Enea" con lo sguardo "naturale" del primo innamoramento ( è l' unica scena in cui ci sembra che il volto dell' isola appaia per un momento nella sua ancestrale bellezza lontano dalla inevitabile logica del turismo di massa, che appiattisce i paesaggi, tanto che alcune scene in discoteca potrebbero svolgersi tranquillamente a Saint Tropez o a Rimini); Maggie l' osservatrice avida e impaziente della realtà che si ritrova a lamentare rabbiosamente a sua zia "perché loro sì e noi no?" riferendosi all' accoppiamento "tantrico" che avviene tra i due criceti in gabbia in preda quasi alla magìa afrodisiaca dell' isola.

Maggie che suo malgrado dovrà rinviare la sua prima volta per consentire ai grandi di godere della loro vera prima volta: consigliando la ragazzina su come stravincere sulla fastidiosissima ex del suo fantomatico spasimante, Stefania non riconosce la sua natura e i suoi tipici difetti; ma alla fine, sarà grazie alla comune amica che l' uno riscoprirà l' altro e nel contempo se stesso, secondo quello sguardo "per proprietà transitiva" che ci ricorda appunto, in una rapida pennellata Jules and Jim ( "Sto sentendo la mia voce…è petulante!" urla Stefania riconoscendosi finalmente noiosa).

Curiose e di mestiere le incursioni di turisti ritratti come in spot pubblicitari a contrappunto della narrazione.

Bravissimi gli attori, spumeggiante la rivelazione Martina Merlino, che ha saputo dar vita ad un personaggio fresco, spontaneo, vulcanico, benignamente malizioso.

Finale a sorpresa, godibilissimo.

Buona visione!

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