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Brian di Nazareth -
di Francesco Gabrielli
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REGIA:
Terry Jones
ANNO:
1979
PRODUZIONE:
Gran Bretagna
INTERPRETI:
Graham Chapman
John Cleese
Eric Idle
Michael Palin
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Ora
siamo tutti un po’ “Niùiorchesi”, cioè
abituati a vedere qualcosa di tutto e a non sorprenderci mai, ma
è nel ’79 che i Monty Python si sono permessi di sbruffoneggiare
così tanto con la figura di Cristo.
Come nel precedente lungometraggio
i Python iniziano facendo scorrere una serie di sketch; gli autori
ci mostrano una rissa fare da sfondo ad un discorso di Gesù,
e la ferocia di una folla che finisce per lapidare un sacerdote.
Ci
mostrano un saltellante ex-lebbroso chiedere la carità e
piagnucolare che un miracolo l’ha lasciato senza lavoro (una
perla recitata da Micheal Palin).
Peraltro solo in queste brevi
gag sarà presente la figura del Gesù. Dopo di tutto
questo comunque il film prende una trama; una trama assurda e lineare
come solo i Python sapevano fare. Brian scopre di non essere ebreo
ma figlio di un gladiatore romano, da qui si accende la miccia.
Si inizia con un movimento di liberazione popolare, si continua
con Brian scambiato per il messia, e si finisce cantando “Always
look in the bright side of life”. Nel mezzo ci sono gli alieni,
commercianti pazzi, predicatori, voti del silenzio spezzati, un
meraviglioso Ponzio Pilato (altra splendida interpretazione di Palin)
e la folla che lo deride, e la folla che ama Brian. Lo insegue mentre
fugge, ostinata. Pronta a credere a tutto, la folla, come nella
scena in cui un non nulla fa scambiare Brian per il messia. Ottusa,
la folla, come nella scena in cui Brian tenta –fallendo- di
parlare con essa. La folla che non fa nulla per aiutare Brian nel
momento del bisogno. Si conclude con un Brian in croce. Abbandonato
dai compagni terroristi, dalla madre (interpretata dal regista Terry
Jones), dalla donna.
Finale tragico comunque non ce n’è.
Mentre Brian muore assieme ad altre 128 persone Eric Idle (appeso
appena dietro Brian) canta la sigla finale del film.
E mentre tutto
si conclude con leggerezza e l’inquadratura si allontana,
due voci fuori campo parlano, raccontano la barzelletta più
blasfema e divertente che queste orecchie abbiano mai sentito.
Complimenti
sinceri ai sei autori di questo film.
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