Ed
ecco l’euforia dopo la visione del film di Olivera
da parte dei critici e della gente comune, un film che racchiude
4 culture la polacca (John Malkovich) italiana
(Stefania Sandrelli)francese(Caterine
Deneuve) e greca (Irene Papas) il regista
ha voluto sottolineare la cultura e la lingua greca con una canzone
cantata proprio dalla Papas perché è dalla lingua
greca che derivano le altre lingue.
Caratteristica
di questo è che ognuno parla la propria lingua.
Altro
film visto ieri è "Il ritorno di Cagliostro",
del duo di registi Cipri-Maresco, quello di “Toto
che visse 2 volte” ancora un film irriverente anticlericale
al massimo ma forse questa volta non verrano denunciati vista
la società che oggi ci ritroviamo.
Nuova
delusione alla mostra del cinema dopo la Kidman
nemmeno Banderas sarà presente alla mostra
del cinema ci toccherà per forza aspettare Clooney.
Si
è vista alla mostra la letterina Alessia Fagiani..ma cosa
centra lei col cinema???mah!!!
Ancora una volta si fa notare
il malfunzionamento della macchina organizzatrice della mostra,
gli accreditati rimangono fuori dalle sale e addirittura in una
proiezione sono rimasti fuori anche circa 50 persone che avevano
acquistato il biglietto, ma perché questo???
Semplice
chi è già accreditato ha già pagato la propria
quota per vedere i film quindi la biennale preferisce far entrare
chi paga il biglietto sul momento per avere un maggiore introito,
peccato che gli addetti non riescano a capire quando la sala è
al completo se non dopo che gli accreditati si sono fatti 1 ora
e mezza di coda.
La
Biennale per far fronte a questo malessere del pubblico aumenta
le proiezioni facendone alcune a 0.15 e 0.45 e una alla mattina
alle 8.15, tanto per prendere in giro un po’ la gente!!!
Altri problemi inoltre si sono
avuti con i vaporetti (cioè gli autobus d’acqua di
Venezia) il cui servizio molto carente (dalle 0.40 il vaporetto
passa ogni 40 minuti) ha fatto in modo che la coda di gente finisse
alle 2.20
L’Actv
ha il diritto e il dovere di vergognarsi.
Osannato
il film di Sofia Coppola, un film ambientato
in giappone il motivo dice la regista perché lei molte
volte si è recata li e voleva girare un film in quel luogo.