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Teen For Fun


- Amadeus -
di Giorgio Sollazzi

REGIA:
Milos Forman
ANNO:
1984
PRODUZIONE:
USA
INTERPRETI:
Tom Hulce
F. Murray Abraham
Elizabeth Berridge
Jeffrey Jones

Dedico questa opinione a tutti quelli che credono o crederanno di aver assistito alla biografia di Mozart vedendo il film di Forman.

Non vorrei perdermi nei meandri di ciò che è realtà storicamente provata e di quello che è stato inventato di sana pianta.
Devo solo spezzare una lancia a favore di Salieri: tutto quello che avete visto o vedrete nel film è pura invenzione.
Tutto, dal tentato suicidio delle sequenze iniziali, all'omicidio sognato, al ricovero nell'ospizio. Tutto.
Vi chiederete come mai il regista ma soprattutto lo sceneggiatore (Shaffer) abbiano commesso l'errore di trattare la vita di un compositore così conosciuto come Mozart senza attenersi alla verità storica.

La risposta è semplicissima: non è un film su Wolfgang ma sul rapporto tra genio e mediocrità, tra l'artista e il suo pubblico, sull'invidia che trascolora inesorabilmente nel delitto.
Proprio questo, e solo questo, rende il film di una bellezza travolgente, un trionfo di colori, quasi una tragedia shakespeariana.
Ma qui si parla di colonne sonore.

E la soundtrack appartiene interamente a Mozart salvo un brano di Pergolesi (lo Stabat Mater nella scena di Salieri da giovinetto nella chiesa) e un brano di Salieri (l'opera alla quale Mozart, invitato, assiste).
Qui, però, si rivela il punto debole, anzi, lo scivolone del film.
Non c'è, letteralmente, una nota scritta da Mozart.

L'orchestrazione è stata rifatta, pare per adeguarla alle esigenze cinematografiche (?), le opere sono state tagliate con forbici anche grossolane e i brani strumentali sono eseguiti senza alcuna preoccupazione di verità musicale.
Insomma, anche la musica che ascoltate, non è vera.

Non sono un purista e credo, anzi, che la musica debba essere impastata con la vita, usata, sporcata, resa complice anche delle azioni più nefande.
Per questo non mi scandalizzo ma mi chiedo, più semplicemente, perché.
Alcune sequenze, come quella dell'affannoso ritorno a Vienna di Costanza, hanno una loro logica temporale che, a volerle accompagnare dalla musica, forzano naturalmente il testo sonoro.
Ma altrove non c'è proprio alcun bisogno di alterare la perfetta musica di Amadeus (nel senso del compositore).
Mi viene il sospetto, no, ne sono certo, che regista e sceneggiatore abbiano semplicemente dato voce a ciò che l'orecchio colletivo (scusate il bisticcio pessimo oltre che pedestre, ma meglio di così non mi viene) SA di Mozart. E questo è assolutamente sconfortante.
Perché rinunciare a presentare così com'è la musica del compositore?
Una caduta di gusto, caduta che, del resto, appartiene a tutti noi, abituati come siamo all'alta fedeltà, al Surround, ai decibel sparati inesorabilmente, alla pulizia del suono.

Sopraffatti dall'inquinamento acustico desideriamo che almeno la musica sia limpida e cristallina come acqua sorgiva.
Paghiamo un prezzo altissimo ché la cosiddetta arte dei suoni tutto è meno che limpida e cristallina. Nessuno ricorda che ancora Mozart - Beethoven, perfino - suonava su uno strumento a tastiera dall'intonazione incerta e dal suono negletto.
Nessuno sa che le orchestre erano, perlopiù, formate da servi che ben poco tempo avevano da dedicare allo studio dello strumento così come noi oggi lo pensiamo con risultati facilmente immaginabili.
Pensate che, ad esempio, un vecchio violinista, veniva spostato alle viole perché non più in grado di suonare cose complicate.
Questo spiega anche perché proprio le viole, in quasi tutte le composizioni sinfoniche di Mozart, suonino per 50 e più battute la stessa nota...

Ho sentito persino dire, da conoscitori, che il finale del Lacrimosa (per intenderci, la musica che accompagna il triste funerale) è di una genialità assoluta perché sull'Amen conclusivo c'è una semplice sequenza di accordi, la più semplice possibile.
Nuda e cruda come la morte del compositore.
Falso!
Quell'accordo fu frettolosamente e sciaguratamente aggiunto da Sussmayer (l'allievo prediletto di Mozart), mentre sappiamo che L'autore aveva pensato ad una complessa fuga (forma musicale tra le più difficili e "dotte").

Come far nascere un mito dalla più bieca falsità...

Per concludere vi invito ad ascoltare gli originali mozartiani (che non significa affatto ascoltare suoni brutti...); se ne avete bisogno vi darò io stesso la lista dei brani utilizzati nel film e anche altro.

Come curiosità date un'occhiata a:
http://cinema.multiplayer.it/bloopers/index.php3?pagina=filmm&id_film=132

Ciao e ancora grazie dell'attenzione.

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